The Response of Planetary Atmospheres to the Impact of Icy Comets III: Impact Driven Atmospheric Escape

Lo studio dimostra che le circolazioni atmosferiche globali su pianeti in rotazione sincrona, sebbene generalmente più fredde e secche, possono trasportare l'acqua depositata da impatti cometari fino ad alte quote, innescando una fuga di idrogeno significativamente più intensa rispetto agli impatti terrestri, specialmente quando questi avvengono sul lato diurno.

Felix Sainsbury-Martinez, Greg Cooke, Catherine WalshWed, 11 Ma🔭 astro-ph

Analysis of Tidal Perturbations Due to Asymmetric Response of LARES 2 and LAGEOS

Questo studio analizza le perturbazioni mareali indotte dalle risposte asimmetriche dei satelliti LARES 2 e LAGEOS, identificando i costituenti significativi e valutando l'effetto cumulativo di quelli minori per fornire parametri precisi essenziali alla modellazione dinamica orbitale e alla verifica di effetti fisici fondamentali come l'effetto Lense-Thirring.

Xizhi Hu, Xiaodong Chen, Jianqiao Xu, Ignazio Ciufolini, Wei-Tou Ni, Antonio PaolozziWed, 11 Ma🔭 astro-ph

A second visit to Eps Ind Ab with JWST: new photometry confirms ammonia and suggests thick clouds in the exoplanet atmosphere of the closest super-Jupiter

Utilizzando nuove osservazioni JWST/MIRI, gli autori confermano la presenza di ammoniaca nell'atmosfera del gigante gassoso freddo Eps Ind Ab e suggeriscono che la sua emissione attenuata sia dovuta alla presenza di spesse nubi di ghiaccio d'acqua, un fenomeno che sembra caratterizzare anche altri esopianeti simili.

Elisabeth C. Matthews, James Mang, Aarynn L. Carter, Mathlide Mâlin, Caroline V. Morley, Bhavesh Rajpoot, Leindert A. Boogaard, Jennifer A. Burt, Ian J. M. Crossfield, Fabo Feng, Anne-Marie Lagrange, Mark W PhillipsWed, 11 Ma🔭 astro-ph

Worlds Next Door. IV. Mapping the Late Stages of Giant Planet Evolution with a Precise Dynamical Mass and Luminosity for ϵ\epsilon Ind Ab

Il documento presenta nuove osservazioni JWST di ϵ\epsilon Ind Ab che, combinate con dati astrometrici e di velocità radiale, permettono di determinare con precisione la sua massa dinamica e la sua luminosità, confermando la validità dei modelli evolutivi per pianeti giganti freddi e vecchi e fornendo la prima distribuzione spettrale di energia completa (4-25 μ\mum) di un tale esopianeta.

Aniket Sanghi, William Thompson, James Mang, Jerry Xuan, Dimitri Mawet, Jean-Baptiste Ruffio, Yapeng Zhang, Jason Wang, Caroline Morley, Eric Nielsen, William Roberson, Elisabeth Matthews, Aarynn Carter, Ian Crossfield, Mathilde Mâlin, Björn Benneke, Alexis Bidot, András Gáspár, Carrie He, Katelyn Horstman, Alexander Madurowicz, Christian Marois, Rebecca Oppenheimer, Marshall PerrinWed, 11 Ma🔭 astro-ph

Two Low Mass-Ratio Microlensing Planets and Two Types of Central-Resonant Degeneracy

Il paper presenta l'analisi di due nuovi pianeti microlensing a basso rapporto di massa scoperti in eventi ad alta magnificazione, evidenziando come la degenerazione centrale-risonante si manifesti in due tipi distinti definiti dal rapporto tra massa planetaria e raggio della sorgente normalizzato.

Yuchen Tang, Weicheng Zang, Yoon-Hyun Ryu, Andrzej Udalski, Hongjing Yang, Michael D. Albrow, Sun-Ju Chung, Andrew Gould, Cheongho Han, Kyu-Ha Hwang, Youn Kil Jung, In-Gu Shin, Yossi Shvartzvald, Jennifer C. Yee, Dong-Jin Kim, Chung-Uk Lee, Byeong-Gon Park, Leandro de Almeida, Yunyi Tang, Zhixing Li, Jiyuan Zhang, Hongyu Li, Shude Mao, Qiyue Qian, Dan Maoz, Christian Elias Borges, Fabrício Santos Kalaki, Altair Ramos Gomes Júnior, Wei Zhu, Przemek Mróz, Michał K. Szymanski, Jan Skowron, Radosław Poleski, Igor Soszynski, Paweł Pietrukowicz, Szymon Kozłowski, Krzysztof A. Rybicki, Patryk Iwanek, Krzysztof Ulaczyk, Marcin Wrona, Mariusz Gromadzki, Mateusz J. MrózWed, 11 Ma🔭 astro-ph

Mass Production of 2023 KMTNet Microlensing Planets I: Low Mass Ratio

Questo studio presenta la ricerca sistematica di pianeti a basso rapporto di massa (q<2×104q<2\times 10^{-4}) nei dati KMTNet del 2023, identificando tre forti candidati planetari, tra cui uno con una stella sorgente particolarmente luminosa che ha permesso di determinare la massa e la distanza del sistema.

Yoon-Hyun Ryu, Andrzej Udalski, Hongjing Yang, Kyu-Ha Hwang, Weicheng Zang, Yang Huang, Andrew Gould, Michael D. Albrow, Ping Chen, Sun-Ju Chung, Subo Dong, Cheongho Han, Youn Kil Jung, In-Gu Shin, Yossi Shvartzvald, Jennifer C. Yee, Sang-Mok Cha, Dong-Jin Kim, Seung-Lee Kim, Chung-Uk Lee, Dong-Joo Lee, Yongseok Lee, Byeong-Gon Park, Richard W. Pogge, Przemek Mroz, Radoslaw Poleski, Jan Skowron, Michal K. Szymanski, Igor Soszynski, Pawel Pietrukowicz, Szymon Kozlowsk, Krzysztof Ulaczyk, Krzysztof A. Rybicki, Patryk Iwanek, Marcin Wrona, Mariusz Gromadzki, Mateusz J. MrozWed, 11 Ma🔭 astro-ph

Atmospheric Collapse and Habitability on Tidally-Locked Exoplanets

Questo studio dimostra che, su pianeti esposti a un collasso atmosferico dovuti al blocco mareale attorno a stelle nane rosse, la perdita di CO₂ può paradossalmente favorire la persistenza di acqua liquida sul lato diurno riducendo il trasporto di calore verso il lato notturno, rivelando così un ruolo positivo del collasso atmosferico per l'abitabilità planetaria.

Keigo Taniguchi, Takanori Kodama, Martin Turbet, Guillaume Chaverot, Ehouarn Millour, Hidenori GendaWed, 11 Ma🔭 astro-ph

The Key to Unlocking Exoplanet Biosignatures: a UK-led IR Spectrograph for the Habitable Worlds Observatory Coronagraph

Il documento propone un contributo britannico a un spettrografo a campo integrale nel vicino infrarosso per il coronografo dell'Osservatorio dei Mondi Abitabili, strumento fondamentale per rilevare le firme biologiche sugli esopianeti rocciosi analizzando simultaneamente più caratteristiche spettrali molecolari.

Beth Biller, Dan Dicken, Olivier Absil, Raziye Artan, Jo Barstow, Jayne Birkby, Christophe Dumas, Sasha Hinkley, Tad Komacek, Katherine Morris, Lorenzo Pino, Sarah Rugheimer, Colin Snodgrass, Stephen Todd, Vinooja Thurairethinam, Amaury TriaudWed, 11 Ma🔭 astro-ph

From planetesimals to planets with N-body simulations in the giant-planet formation region

Questo studio utilizza simulazioni N-body accelerate da GPU per dimostrare che i nuclei dei pianeti giganti a larga orbita possono formarsi tramite accrezione di planetesimi e polveri, indipendentemente dalla distribuzione radiale iniziale, portando alla creazione di sistemi planetari con un disco diffuso residuo e rare collisioni tra nuclei nei primi 100 milioni di anni.

Sebastian Lorek, Michiel LambrechtsWed, 11 Ma🔭 astro-ph

The statistics and structure of dissipation in subsonic and supersonic turbulence

Utilizzando simulazioni ad alta risoluzione, lo studio analizza la struttura e le statistiche della dissipazione turbolenta, rivelando che nei regimi subsonici essa è dominata da vortici su piccola scala con un ritardo temporale maggiore rispetto agli eventi di iniezione di energia, mentre nei regimi supersonici è correlata principalmente alla densità e distribuita su shock e vorticità attraverso diverse scale.

Edward Troccoli, Christoph FederrathWed, 11 Ma🔭 astro-ph

The First Dedicated Survey of Atmospheric Escape from Planets Orbiting F Stars

Questo studio presenta il primo sondaggio dedicato all'evaporazione atmosferica di giganti gassosi orbitanti attorno a stelle di tipo F, rivelando forti prove di perdita di massa per alcuni pianeti e dimostrando che tale fenomeno è guidato principalmente dal fattore di riempimento di Roche e dalla luminosità XUV piuttosto che dalla radiazione NUV.

Morgan Saidel, Shreyas Vissapragada, Heather Knutson, Ethan Schreyer, Mike Greklek-McKeon, Jonathan Gomez Barrientos, W. Garrett Levine, Carlos Gascón, George King, Morgan MacLeod, Haedam Im, Nick TusayTue, 10 Ma🔭 astro-ph

Astrometric view of companions in the inner dust cavities of protoplanetary disks

Utilizzando l'astrometria Gaia su un campione di 98 dischi protoplanetari con cavità interne, lo studio rileva che circa un terzo presenta compagni stellari o sub-stellari, ma poiché la maggior parte di questi non può spiegare la formazione delle cavità osservate, si conclude che eventuali compagni responsabili di tali strutture devono trovarsi a separazioni orbitali maggiori e avere masse planetarie.

Miguel Vioque, Richard A. Booth, Enrico Ragusa, Álvaro Ribas, Nicolás T. Kurtovic, Giovanni P. Rosotti, Zephyr Penoyre, Stefano Facchini, Antonio Garufi, Carlo F. Manara, Nuria Huélamo, Andrew Winter, Sebastián Pérez, Myriam Benisty, Ignacio Mendigutía, Nicolás Cuello, Anna B. T. Penzlin, Alfred Castro-Ginard, Richard TeagueTue, 10 Ma🔭 astro-ph

Polarimetric and spectropolarimetric observations with FoReRo2: Instrument overview and standard star monitoring

Questo articolo presenta la descrizione e la caratterizzazione delle modalità di osservazione polarimetrica e spettropolarimetrica dello strumento FoReRo2 montato sul telescopio RCC da 2 metri dell'Osservatorio Astronomico Nazionale Bulgaro a Rozhen, includendo il monitoraggio di stelle standard, uno studio statistico dei parametri della legge di Serkowski e risultati osservativi su oggetti come la nova RS Oph, la cometa C/2019 Y4 (ATLAS) e la stella simbiotica Z And.

Yanko Nikolov, Galin Borisov, Stefano Bagnulo, Plamen Nikolov, Rumen Bogdanovski, Tanyu BonevTue, 10 Ma🔭 astro-ph

Isotopic Evidence for a Cold and Distant Origin of the Interstellar Object 3I/ATLAS

Lo studio delle misurazioni isotopiche della cometa interstellare 3I/ATLAS rivela una composizione unica, con un elevato rapporto deuterio/idrogeno e valori anomali di carbonio-12/carbonio-13, indicando che si è formata circa 10-12 miliardi di anni fa in un ambiente freddo e povero di metalli nelle prime fasi della Via Lattea.

Martin Cordiner, Nathan X. Roth, Marco Micheli, Geronimo Villanueva, Davide Farnocchia, Steven Charnley, Nicolas Biver, Dominique Bockelee-Morvan, Dennis Bodewits, Colin Orion Chandler, Jacques Crovisier, Maria N. Drozdovskaya, Kenji Furuya, Michael S. P. Kelley, Stefanie Milam, John W. Noonan, Cyrielle Opitom, Megan E. Schwamb, Cristina A. ThomasTue, 10 Ma🔭 astro-ph