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Probing jet base emission of M87* with the 2021 Event Horizon Telescope observations

Utilizzando osservazioni potenziate dell'Event Horizon Telescope del 2021 con basi intermedie, lo studio identifica una debole componente di emissione alla base del getto in M87*, pari a circa 60 mJy, a una separazione proiettata di circa 5500 UA, escludendo al contempo emissioni più brillanti e stabilendo questo rilevamento come un limite superiore in attesa di future osservazioni con una copertura di basi più ampia.

Autori originali: Saurabh, Hendrik Müller, Sebastiano D. von Fellenberg, Paul Tiede, Michael Janssen, Lindy Blackburn, Avery E. Broderick, Erandi Chavez, Boris Georgiev, Thomas P. Krichbaum, Kotaro Moriyama, Dhanya G.
Pubblicato 2026-01-29
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Autori originali: Saurabh, Hendrik Müller, Sebastiano D. von Fellenberg, Paul Tiede, Michael Janssen, Lindy Blackburn, Avery E. Broderick, Erandi Chavez, Boris Georgiev, Thomas P. Krichbaum, Kotaro Moriyama, Dhanya G. Nair, Iniyan Natarajan, Jongho Park, Andrew Thomas West, Maciek Wielgus, Kazunori Akiyama, Ezequiel Albentosa-Ruíz, Antxon Alberdi, Walter Alef, Juan Carlos Algaba, Richard Anantua, Keiichi Asada, Rebecca Azulay, Uwe Bach, Anne-Kathrin Baczko, David Ball, Mislav Baloković, Bidisha Bandyopadhyay, John Barrett, Michi Bauböck, Bradford A. Benson, Dan Bintley, Raymond Blundell, Katherine L. Bouman, Geoffrey C. Bower, Michael Bremer, Roger Brissenden, Silke Britzen, Dominique Broguiere, Thomas Bronzwaer, Sandra Bustamante, Douglas F. Carlos, John E. Carlstrom, Andrew Chael, Chi-kwan Chan, Dominic O. Chang, Koushik Chatterjee, Shami Chatterjee, Ming-Tang Chen, Yongjun Chen, Xiaopeng Cheng, Paul Chichura, Ilje Cho, Pierre Christian, Nicholas S. Conroy, John E. Conway, Thomas M. Crawford, Geoffrey B. Crew, Alejandro Cruz-Osorio, Yuzhu Cui, Brandon Curd, Rohan Dahale, Jordy Davelaar, Mariafelicia De Laurentis, Roger Deane, Gregory Desvignes, Jason Dexter, Vedant Dhruv, Indu K. Dihingia, Sheperd S. Doeleman, Sergio A. Dzib, Ralph P. Eatough, Razieh Emami, Heino Falcke, Joseph Farah, Vincent L. Fish, Edward Fomalont, H. Alyson Ford, Marianna Foschi, Raquel Fraga-Encinas, William T. Freeman, Per Friberg, Christian M. Fromm, Antonio Fuentes, Peter Galison, Charles F. Gammie, Roberto García, Olivier Gentaz, Ciriaco Goddi, Roman Gold, Arturo I. Gómez-Ruiz, José L. Gómez, Minfeng Gu, Mark Gurwell, Kazuhiro Hada, Daryl Haggard, Ronald Hesper, Dirk Heumann, Luis C. Ho, Paul Ho, Mareki Honma, Chih-Wei L. Huang, Lei Huang, David H. Hughes, Shiro Ikeda, C. M. Violette Impellizzeri, Makoto Inoue, Sara Issaoun, David J. James, Buell T. Jannuzi, Britton Jeter, Wu Jiang, Alejandra Jiménez-Rosales, Michael D. Johnson, Svetlana Jorstad, Adam C. Jones, Abhishek V. Joshi, Taehyun Jung, Ramesh Karuppusamy, Tomohisa Kawashima, Garrett K. Keating, Mark Kettenis, Dong-Jin Kim, Jae-Young Kim, Jongsoo Kim, Junhan Kim, Motoki Kino, Jun Yi Koay, Prashant Kocherlakota, Yutaro Kofuji, Patrick M. Koch, Shoko Koyama, Carsten Kramer, Joana A. Kramer, Michael Kramer, Cheng-Yu Kuo, Noemi La Bella, Deokhyeong Lee, Sang-Sung Lee, Aviad Levis, Shaoliang Li, Zhiyuan Li, Rocco Lico, Greg Lindahl, Michael Lindqvist, Mikhail Lisakov, Jun Liu, Kuo Liu, Elisabetta Liuzzo, Wen-Ping Lo, Andrei P. Lobanov, Laurent Loinard, Colin J. Lonsdale, Amy E. Lowitz, Ru-Sen Lu, Nicholas R. MacDonald, Jirong Mao, Nicola Marchili, Sera Markoff, Daniel P. Marrone, Alan P. Marscher, Iván Martí-Vidal, Satoki Matsushita, Lynn D. Matthews, Lia Medeiros, Karl M. Menten, Hugo Messias, Izumi Mizuno, Yosuke Mizuno, Joshua Montgomery, James M. Moran, Monika Moscibrodzka, Wanga Mulaudzi, Cornelia Müller, Alejandro Mus, Gibwa Musoke, Ioannis Myserlis, Hiroshi Nagai, Neil M. Nagar, Masanori Nakamura, Gopal Narayanan, Antonios Nathanail, Santiago Navarro Fuentes, Joey Neilsen, Chunchong Ni, Michael A. Nowak, Junghwan Oh, Hiroki Okino, Héctor Raúl Olivares Sánchez, Tomoaki Oyama, Feryal Özel, Daniel C. M. Palumbo, Georgios Filippos Paraschos, Harriet Parsons, Nimesh Patel, Ue-Li Pen, Dominic W. Pesce, Vincent Piétu, Alexander Plavin, Aleksandar PopStefanija, Oliver Porth, Ben Prather, Giacomo Principe, Dimitrios Psaltis, Hung-Yi Pu, Alexandra Rahlin, Venkatessh Ramakrishnan, Ramprasad Rao, Mark G. Rawlings, Luciano Rezzolla, Angelo Ricarte, Luca Ricci, Bart Ripperda, Jan Röder, Freek Roelofs, Cristina Romero-Cañizales, Eduardo Ros, Arash Roshanineshat, Helge Rottmann, Alan L. Roy, Ignacio Ruiz, Chet Ruszczyk, Kazi L. J. Rygl, León D. S. Salas, Salvador Sánchez, David Sánchez-Argüelles, Miguel Sánchez-Portal, Mahito Sasada, Kaushik Satapathy, Tuomas Savolainen, F. Peter Schloerb, Jonathan Schonfeld, Karl-Friedrich Schuster, Lijing Shao, Zhiqiang Shen, Sasikumar Silpa, Des Small, Randall Smith, Bong Won Sohn, Jason SooHoo, Kamal Souccar, Joshua S. Stanway, He Sun, Fumie Tazaki, Alexandra J. Tetarenko, Remo P. J. Tilanus, Michael Titus, Kenji Toma, Pablo Torne, Teresa Toscano, Efthalia Traianou, Tyler Trent, Sascha Trippe, Matthew Turk, Ilse van Bemmel, Huib Jan van Langevelde, Daniel R. van Rossum, Jesse Vos, Jan Wagner, Derek Ward-Thompson, John Wardle, Jasmin E. Washington, Jonathan Weintroub, Robert Wharton, Kaj Wiik, Gunther Witzel, Michael F. Wondrak, George N. Wong, Jompoj Wongphexhauxsorn, Qingwen Wu, Nitika Yadlapalli, Paul Yamaguchi, Aristomenis Yfantis, Doosoo Yoon, André Young, Ziri Younsi, Wei Yu, Feng Yuan, Ye-Fei Yuan, Ai-Ling Zeng, J. Anton Zensus, Shuo Zhang, Guang-Yao Zhao, Shan-Shan Zhao

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Immaginate il buco nero al centro della galassia M87, noto come M87*, come un faro cosmico. Per anni, gli astronomi hanno cercato di scattare una foto nitida della sua "ombra" (il centro scuro) e dell'anello di luce brillante che vi ruota attorno. È come cercare di fotografare una moneta minuscola nell'oscurità.

Tuttavia, c'è un problema. Sapevamo che questo faro emette un massiccio fascio di energia (un getto) che si estende profondamente nello spazio, ma quando l'Event Horizon Telescope (EHT) ha scattato le foto nel 2017 e nel 2018, le immagini erano un po' sfocate ai bordi. Era come se la fotocamera stesse perdendo parte della luce, specificamente il debole bagliore proveniente proprio dalla base del getto, esattamente dove questo lascia il buco nero. Gli scienziati hanno chiamato questo fenomeno "flusso mancante": circa 1 Jy di luce che era presente nella realtà ma invisibile alla fotocamera perché il sistema di telescopi non era configurato per catturarla.

La Nuova Configurazione della Fotocamera
Nel 2021, il team dell'EHT ha aggiornato la loro "fotocamera". Hanno aggiunto due nuovi telescopi: uno in Francia (NOEMA) e uno in Arizona (Kitt Peak). Pensate a questi nuovi telescopi come all'aggiunta di due nuovi occhi a un gruppo di persone che cerca di vedere un oggetto lontano.

Fondamentalmente, questi nuovi occhi hanno creato connessioni di "lunghezza intermedia" (baseline) con i telescopi esistenti.

  • La Vecchia Configurazione: Aveva connessioni molto lunghe (per vedere dettagli minuscoli) e connessioni molto corte (per vedere enormi macchie sfocate), ma nulla nel mezzo.
  • La Nuova Configurazione: Ora disponeva di connessioni che potevano vedere il "punto di mezzo" — ovvero la dimensione specifica della piattaforma di lancio del getto.

Il Lavoro da Detective
Anche con i nuovi telescopi, il team non poteva semplicemente scattare una foto perfetta della base del getto perché la visuale era ancora un po' rarefatta. Così, hanno agito come detective usando un trucco astuto chiamato "fasi di chiusura" (closure phases).

Immaginate tre persone in un triangolo, ognuna con una radio. Confrontano la tempistica di un segnale che tutte e tre sentono. Se il segnale proviene da una sorgente perfettamente simmetrica (come un anello perfetto), la matematica della tempistica dà zero. Ma se c'è una debole luce extra spostata di lato, la matematica non torna: lascia un "residuo" o un "picco" nei dati.

Il team ha trovato questi picchi. I dati mostravano che il modello dell'anello perfetto non era sufficiente; c'era qualcos'altro lì, leggermente fuori centro.

La Scoperta
Modellando questa luce extra come una semplice "Gaussiana" (una macchia di luce liscia e sfocata), il team ha scoperto:

  1. Posizione: La luce extra si trova a Sud-Ovest rispetto all'anello del buco nero. Questo corrisponde alla direzione in cui viene sparato il gigantesco getto.
  2. Luminosità: È molto debole, circa 60 milliJansky. Per dare un termine di paragone, se l'anello principale è una lampadina brillante, la base di questo getto è come una fioca luce notturna.
  3. Dimensioni: È larga circa 180 microarcosecondi, che è approssimativamente la dimensione di un pompelmo visto dalla Luna.

Perché Questo è Importante (e Cosa Non È)
Questa scoperta è un grande passo avanti perché finalmente mette un punto sulla mappa di dove inizia il getto. Conferma che la "luce mancante" degli anni precedenti proveniva probabilmente da questo punto specifico, e non da una gigantesca nuvola invisibile altrove.

Tuttovia, gli autori sono molto cauti nel non creare eccessivo entusiasmo.

  • Il limite superiore (Caveat): Poiché avevano solo due nuove connessioni tra i telescopi, non possono disegnare un ritratto dettagliato della forma del getto. Possono solo dire: "C'è una debole macchia qui, ed è sicuramente non più luminosa di questo".
  • Nessun conflitto con le vecchie foto: Hanno controllato i nuovi risultati rispetto alle foto del 2017 e 2018. Hanno scoperto che le vecchie foto erano in realtà corrette! I vecchi telescopi semplicemente non potevano vedere questa debole macchia, quindi i modelli basati solo sull'anello utilizzati all'epoca erano ancora corretti per quei telescopi specifici. I nuovi dati aggiungono solo un dettaglio minuscolo e tenue che le vecchie fotocamere avevano mancato.

In Sintesi
Utilizzando una nuova rete di telescopi aggiornata, gli astronomi hanno finalmente rilevato un debole bagliore sfocato alla base del getto di M87*. Si trova esattamente dove la fisica suggerisce che dovrebbe essere (Sud-Ovest), ma è molto tenue. Sebbene non possano ancora mapparne completamente la forma, hanno dimostrato che esiste e hanno stabilito un limite rigoroso alla sua luminosità. È come aver finalmente avvistato la fioca luce pilota di una massiccia fornace che prima era invisibile.

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