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CORN -- Chronometers of Relic Nature I: The first estimate of the expansion rate of the Universe using compact relic galaxies

Questo articolo presenta una misurazione indipendente dal modello del tasso di espansione dell'Universo a redshift z=0,15, utilizzando galassie relitte massicce ultra-compatte come cronometri cosmici per minimizzare le incertezze sistematiche e affrontare la tensione di Hubble.

Autori originali: Krzysztof Lisiecki, Nicola Principi Cavaterra, Agnieszka Pollo, Chiara Spiniello, Laura Hunt, Charlie Rosen, Marek Biesiada, Darko Donevski, Patryk Matera, Giuliano Lorenzon, Katarzyna Małek John Mill
Pubblicato 2026-08-12
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Autori originali: Krzysztof Lisiecki, Nicola Principi Cavaterra, Agnieszka Pollo, Chiara Spiniello, Laura Hunt, Charlie Rosen, Marek Biesiada, Darko Donevski, Patryk Matera, Giuliano Lorenzon, Katarzyna Małek John Mills

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Immaginate l'Universo come un gigantesco palloncino che si gonfia. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di misurare esattamente quanto velocemente questo palloncino si stia espandendo. Questa velocità, nota come costante di Hubble, è il limite di velocità cosmico che ci dice come si espande l'Universo. Ma ecco il colpo di scena: quando gli scienziati misurano questa velocità usando due metodi diversi — uno osservando l'Universo primordiale e un altro osservando le galassie vicine — ottengono due risposte differenti. È come controllare la velocità della propria auto con il tachimetro e con un radar e ottenere due numeri diversi. Questo disaccordo, chiamato "tensione di Hubble", è uno dei più grandi misteri della fisica moderna. Per risolverlo, abbiamo bisogno di un terzo modo indipendente per misurare l'espansione, che non si basi sui vecchi assunti di sempre. Entra in gioco il metodo del "Cronometro Cosmico". Invece di misurare la distanza, questo metodo misura il tempo. Tratta certe galassie come antichi orologi, che ticchettano mentre l'Universo invecchia. Osservando quanto velocemente questi orologi ticchettano in diversi momenti della storia, gli astronomi possono calcolare direttamente il tasso di espansione.

In questo nuovo studio, intitolato "CORN – Chronometers of Relic Nature", un team di astronomi ha deciso di testare questi orologi cosmici utilizzando un tipo di galassia molto speciale e raro. Non hanno scelto una galassia qualunque; hanno dato la caccia ai "reliquiati". Pensate a questi reliquati come alle capsule del tempo dell'Universo. Mentre la maggior parte delle galassie è disordinata, in costante fusione con le vicine e con la formazione di nuove stelle come un frenetico cantiere edile, questi reliquati sono i sopravvissuti silenziosi e incontaminati. Sono galassie ultra-compatte e massicce che hanno formato tutte le loro stelle in un violento sussulto miliardi di anni fa e poi sono rimaste lì, invecchiando pacificamente senza alcuna nuova costruzione o collisione. Poiché sono così "pure" e indisturbate, gli autori sostengono che siano orologi molto migliori rispetto alle galassie disordinate e caotiche solitamente utilizzate.

Il team ha raccolto un campione di 189 di queste galassie reliquiate, osservandole nell'Universo relativamente vicino (tra redshift 0,07 e 0,22). Hanno misurato una caratteristica specifica nella luce proveniente da queste galassie, chiamata indice Dn4000, che funge da impronta digitale dell'età delle stelle. Vedendo come questa impronta digitale cambia guardando più indietro nel tempo, hanno calcolato il tasso di espansione dell'Universo in un momento specifico. Il loro risultato? Hanno scoperto che il tasso di espansione è di 85 ± 53 km s⁻¹ Mpc⁻¹ a un redshift di 0,15.

Ora, non spaventatevi se questo numero vi sembra un po' traballante. La parte "± 53" significa che l'incertezza statistica è ancora piuttosto grande, principalmente perché avevano a disposizione solo 189 galassie. È come cercare di indovinare l'altezza media di una folla misurando solo poche persone; siete vicini, ma avete bisogno di più dati per essere precisi. Tuttavia, la vera magia di questo articolo non è il numero finale in sé, ma quanto sia stata pulita la loro misurazione. Gli autori hanno scoperto che, utilizzando queste galassie reliquiate incontaminate, hanno ridotto drasticamente gli "errori sistematici" — i pregiudizi nascosti che di solito rovinano questi calcoli. Nello specifico, hanno scoperto che la composizione chimica delle stelle, in particolare l'abbondanza di "elementi alfa" (come l'ossigeno e il magnesio), gioca un ruolo enorme nel budget dell'errore. Gli studi precedenti spesso ignoravano questo aspetto, ma questo team ha dimostrato che se non se ne tiene conto, l'orologio è sfasato. Quando hanno incluso questo fattore, l'incertezza sistematica è scesa a circa il 13% (o l'8,7% se si ignorano gli elementi alfa, come facevano gli altri).

L'articolo sostiene esplicitamente che non possiamo ignorare queste variazioni chimiche o che le galassie standard e disordinate siano abbastanza buone per misurazioni ad alta precisione. Dimostrano che le galassie "disordinate" usate negli studi passati introducono troppo rumore perché hanno storie complesse di fusioni e nuova formazione stellare. Gli autori suggeriscono che, sebbene la loro misurazione attuale non sia ancora la risposta finale e perfetta, essa prova che il concetto funziona. Stanno essenzialmente dicendo: "Abbiamo trovato un orologio migliore, e corre in modo molto più pulito rispetto ai vecchi". Il limite principale al momento è semplicemente il piccolo numero di queste rare galassie che sono riuscite a trovare. Ma con l'arrivo di telescopi come Euclid e l'Osservatorio Vera C. Rubin, si aspettano di trovarne migliaia di altre. Questo studio è una prova di concetto, che mostra come, se riusciremo a trovare abbastanza di queste capsule del tempo cosmiche, potremmo finalmente risolvere la tensione di Hubble e capire esattamente quanto velocemente sta crescendo il nostro Universo.

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