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Past-year Intimate Partner Violence and Abuse among Regular UK Armed Forces serving and ex-serving personnel: results from the fourth phase of a military cohort study

Questo studio sul personale delle Forze Armate regolari del Regno Unico non ha riscontrato alcuna differenza significativa complessiva nei tassi di violenza e abuso da parte del partner avvenuti nell'ultimo anno tra i membri in servizio e quelli in congedo, identificando le difficoltà nella gestione della rabbia, gli esiti avversi sulla salute mentale, l'età più giovane, lo stato relazionale e l'avversità infantile come fattori di rischio chiave associati.

Autori originali: Linda Slapakova, Laura Palmer, Sofia Franchini, Aarya Menon, Rupa Bhundia, Rachael Gribble, Marie-Louise Sharp, Sharon A.M. Stevelink, Deirdre MacManus, Nicola T. Fear

Pubblicato 2026-09-07
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Autori originali: Linda Slapakova, Laura Palmer, Sofia Franchini, Aarya Menon, Rupa Bhundia, Rachael Gribble, Marie-Louise Sharp, Sharon A.M. Stevelink, Deirdre MacManus, Nicola T. Fear

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

La violenza e l'abuso tra partner intimi sono un problema di salute pubblica diffuso che colpisce individui e comunità ovunque. Essi comprendono una gamma di comportamenti dannosi, inclusi atti fisici come colpire o spingere, la coercizione sessuale, la degradazione emotiva come l'umiliazione o le minacce, e comportamenti di controllo che isolano un partner dagli amici e dalla famiglia. Sebbene questo problema esista in tutti i settori della società, i ricercatori si sono da tempo interessati a capire se le pressioni uniche della vita militare creino un modello di rischio differente. Negli Stati Uniti, studi hanno suggerito che le persone che hanno lasciato l'esercito affrontano tassi più elevati di questi comportamenti abusanti rispetto a chi è ancora in servizio. Ciò ha portato a una teoria secondo la quale la difficile transizione dalla vita militare a quella civile, combinata con la perdita dei sistemi di supporto e gli effetti persistenti dello stress da combattimento, potrebbe rendere gli ex militari più vulnerabili. Tuttavia, gran parte di queste prove proviene da dati americani, ed è ancora poco chiaro se gli stessi modelli si applichino in altri paesi con diverse culture militari e strutture di supporto.

Un team di ricercatori del King's College London si è posto l'obiettivo di esaminare questa questione all'interno delle forze armate del Regno Unito. Hanno analizzato i dati di uno studio ampio e a lungo termine condotto su personale militare britannico che ha prestato servizio durante i conflitti in Iraq e Afghanistan. L'obiettivo era confrontare i tassi di violenza e abuso tra partner intimi tra coloro che sono attualmente in servizio e coloro che hanno già lasciato il servizio. Esaminando sia le persone che usano la violenza contro un partner sia quelle che la subiscono, i ricercatori speravano di capire se il rischio cambi dopo che un soldato lascia l'uniforme. Hanno inoltre indagato quali fattori personali e militari potessero essere legati a questi comportamenti, come l'età, la storia infantile, il grado e le difficoltà di salute mentale come ansia, depressione o rabbia.

Lo studio ha intervistato oltre 3.000 membri regolari delle forze armate britanniche, un gruppo che includeva sia personale in servizio attivo che veterani. Quando i ricercatori hanno esaminato l'ultimo anno, hanno scoperto che i tassi di violenza e abuso tra partner erano notevolmente simili per entrambi i gruppi. Circa il nove per cento di coloro che sono ancora in servizio e un nove per cento quasi identico di coloro che hanno lasciato il servizio ha riferito di aver esercitato una qualche forma di abuso contro un partner. Allo stesso modo, circa il quindici per cento del personale in servizio e il quattordici per cento dei veterani ha riferito di aver subito abusi da parte di un partner. Questo risultato mette in discussione l'idea che lasciare l'esercito aumenti automaticamente il rischio di violenza nelle relazioni. Sebbene vi fossero alcune piccole differenze in tipi specifici di comportamento — i veterani hanno riferito leggermente più esperienze di essere controllati o spinti da un partner — queste differenze non erano abbastanza grandi da essere considerate un cambiamento significativo del rischio tra i due gruppi. I dati suggeriscono che, per l'esercito del Regno Unito, il rischio di violenza e abuso tra partner rimane un problema persistente sia per il personale in servizio che per quello ex militare, piuttosto che un problema che aumenta solo dopo il congedo.

I ricercatori hanno anche esaminato attentamente quali fattori fossero connessi a questi comportamenti. Hanno scoperto che l'età giocava un ruolo significativo, con i giovani che erano più propensi a riferire sia l'uso che l'esperienza dell'abuso rispetto agli individui più anziani. Una storia di esperienze difficili durante l'infanzia è stata un altro forte predittore; coloro che hanno affrontato maggiori avversità durante l'infanzia erano a maggior rischio. Forse più significativamente, le difficoltà di salute mentale hanno mostrato un forte legame con questi esiti. Le difficoltà con la gestione della rabbia, i disturbi mentali comuni come l'ansia e la depressione, e i segni di stress post-traumatico erano tutti associati indipendentemente a una maggiore probabilità di usare e subire abusi. Tra questi, i problemi con la gestione della rabbia mostravano la connessione più forte con l'uso della violenza. Curiosamente, la specifica branca delle forze armate o il fatto di essere stati schierati in una zona di combattimento non hanno mostrato un legame chiaro con questi comportamenti. Tuttavia, lo studio ha anche trovato che gli ufficiali erano più propensi a riferire sia l'uso che l'esperienza di abusi rispetto ai sottufficiali, un risultato che contrasta con alcune ricerche precedenti e che richiede ulteriori indagini.

Lo studio ha anche evidenziato che la violenza in queste relazioni spesso non è una strada a senso unico. Tra coloro che hanno riferito qualsiasi tipo di abuso, quasi la metà ha descritto un modello in cui entrambi i partner usavano ed esperivano la violenza, una dinamica nota come abuso bidirezionale. Questa complessità suggerisce che la situazione è raramente così semplice che una persona sia l'unico aggressore e l'altra l'unica vittima. I ricercatori hanno osservato che, sebbene quattro persone su cinque abbiano riferito nessun abuso nell'ultimo anno, i tassi riscontrati indicano che questo rimane un problema di salute pubblica significativo. La somiglianza nei tassi tra il personale in servizio e quello ex militare implica che le pressioni che guidano questi comportamenti siano presenti durante tutta la carriera militare e non necessariamente scompaiano al termine del servizio. Inveve, il rischio sembra essere legato più strettamente a fattori individuali come la salute mentale, la storia infantile e le dinamiche relazionali che allo status specifico di essere nel servizio o fuori da esso.

Questi risultati offrono un quadro più chiaro per i decisori politici e i servizi di supporto nel Regno Unito. Poiché i livelli di rischio sono simili sia per il personale in servizio che per quello ex militare, gli sforzi per identificare e prevenire l'abuso devono essere inclusivi di tutta la comunità militare, non solo di coloro che hanno recentemente completato la transizione alla vita civile. Il forte legame tra le difficoltà di salute mentale e l'abuso suggerisce che trattare condizioni come i problemi di gestione della rabbia, la depressione e lo stress post-traumatico potrebbe essere una parte vitale della prevenzione della violenza. Sebbene lo studio non sia riuscito a individuare esattamente perché gli ufficiali mostrassero tassi più elevati, esso sottolinea la necessità di guardare oltre i generici stress militari ed esaminare come il grado, la cultura e la psicologia individuale si intersechino. In definitiva, la ricerca conferma che la violenza e l'abuso tra partner intimi sono un problema complesso che persiste all'interno della popolazione militare, richiedendo un'attenzione costante e un supporto su misura sia per chi serve che per chi ha servito.

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