Abundance and trends of harbor seals (Phoca vitulina richardii) in Alaska, 1996-2023
Un'analisi bayesiana di 28 anni sulle foche comuni del Pacifico in Alaska rivela una popolazione complessiva abbondante di oltre 200.000 individui nel 2023, sebbene i trend siano passati da una crescita iniziale a una recente variabilità e declini regionali legati ad anomalie climatiche e al ritiro dei ghiacciai.
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Le foche comuni del Pacifico sono i mammiferi marini più comuni lungo le coste dell'Alaska, che si estendono dalle acque ghiacciate del mare di Bering fino ai fiordi temperati del sud-est dell'Alaska. Questi animali trascorrono gran parte del loro tempo in acqua a caccia di pesci, ma devono lasciare l'oceano per riposare, partorire e mutare la vecchia pelliccia. Poiché sono così visibili quando si trovano fuori dall'acqua, gli scienziati utilizzano da tempo i rilievi aerei — aerei che volano sopra la costa per contarle — come metodo principale per monitorare il loro numero. Tuttavia, contare queste foche è complicato. Non si trovano sempre dove gli aerei stanno guardando; si immergono sott'acqua, si spostano tra diversi luoghi di sosta e sono spesso nascoste dalle condizioni meteorologiche o dall'ora del giorno. Per ottenere un quadro accurato di quanti esemplari di foche esistano, i ricercatori devono tenere conto di quelle che non riescono a vedere. Questa sfida del contare animali che sono solo parzialmente visibili è centrale per comprendere la salute della specie e dell'ecosistema che abitano, specialmente mentre il clima cambia e l'ambiente si trasforma intorno a loro.
Uno studio completo ha ora fornito il dettaglio più approfondito mai visto su queste popolazioni, analizzando dati raccolti in ventotto anni, dal 1996 al 2023. Il team di ricerca, un ampio gruppo di scienziati provenienti da agenzie governative e università, non si è limitato a contare le foche viste dall'aria. Invece, ha costruito un sofisticato modello statistico che combinava quei conteggi aerei con i dati provenienti da minuscole etichette elettroniche applicate ai singoli esemplari. Queste etichette, note come bio-logger, registravano esattamente quando ogni foca etichettata era sulla terraferma e quando era in acqua. Comprendendo le abitudini quotidiane e stagionali di questi animali etichettati, gli scienziati hanno potuto stimare quante foche non etichettate fossero probabilmente nascoste sott'acqua nel momento esatto in cui gli aerei volavano sopra di loro. Questo metodo ha permesso loro di correggere i conteggi grezzi e produrre una stima affidabile della popolazione totale per dodici distinti gruppi, o "stock", di foche comuni in Alaska.
I risultati mostrano una storia complessa di recupero seguita da una recente instabilità. Nella prima metà del periodo di studio, la popolazione complessiva di foche comuni in Alaska è cresciuta, raggiungendo un picco di circa 225.000 individui nel 2015. Questa crescita era un segno positivo dopo i decenni di declino osservati in periodi precedenti. Tuttavia, la tendenza è cambiata da quel picco. Sebbene il numero totale di foche rimanga elevato, con una stima di 120.122 individui nel 2023, la popolazione non sta più crescendo in modo uniforme. Lo studio rivela che diversi gruppi di foche si stanno muovendo in direzioni diverse. Alcuni stock, in particolare quelli di Bristol Bay, hanno continuato a crescere. Altri, come le popolazioni di Prince William Sound e South Kodiak, sono diminuiti significativamente, con alcuni di questi gruppi che hanno mostrato un calo di quasi il tre per cento all'anno negli ultimi otto anni.
I ricercatori hanno scoperto che questi recenti declini in aree specifiche coincidono con importanti cambiamenti ambientali. Gli anni successivi al picco del 2015 hanno visto una serie di ondate di calore marino — periodi di acque oceaniche insolitamente calde — e un rapido ritiro dei ghiacciai che arrivano al mare, su cui molte foche fanno affidamento per riposare. In alcuni fiordi glaciali, il ghiaccio si è sciolto o è scivolato via, rimuovendo le piattaforme galleggianti dove le foche si radunano tradizionalmente per mutare e partorire. Lo studio suggerisce che la perdita di questo habitat di ghiaccio, unita allo stress delle condizioni oceaniche più calde, possa guidare la popolazione verso il basso in queste regioni specifiche. Al contrario, nelle aree in cui il ghiaccio rimane o dove le foche si affidano a rive rocciose piuttosto che al ghiaccio, le popolazioni sono rimaste stabili o hanno continuato a crescere.
Questo lavoro è molto più di un semplice conteggio; fornisce uno strumento critico per la gestione della specie. Poiché lo studio tiene conto dell'incertezza dei dati, offre ai gestori un quadro chiaro di quali popolazioni siano sane e quali siano a rischio. I risultati confermano che, sebbene la foca comune non sia attualmente in pericolo di scomparsa dall'Alaska nel suo complesso, la specie sta affrontando nuove pressioni. Lo studio si allontana esplicitamente dall'idea che un singolo numero possa descrivere la salute di tutte le foche dello stato. Invezione, evidenzia che il destino di questi animali è locale e specifico, strettamente legato alle condizioni mutevoli del loro ambiente immediato. La ricerca conferma che la foca comune rimane una parte vitale dell'ecosistema dell'Alaska, fungendo da indicatore chiave della salute delle acque costiere e da risorsa cruciale per le comunità indigene che hanno fatto affidamento su di esse per generazioni. Comprendendo le tendenze specifiche di ogni stock, scienziati e gestori possono ora prendere decisioni più informate per proteggere questi animali mentre gli ambienti dell'Artico e del sub-Artico continuano a cambiare.
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