Financial Inclusion as a Determinant of Economic Growth in Selected Lower-Middle-Income African Countries
Utilizzando l'analisi di regressione panel su dati secondari di alcuni paesi africani a medio reddio inferiore, questo studio riscontra che, sebbene gli indicatori di inclusione finanziaria come le filiali delle banche commerciali e i conti di deposito abbiano un impatto statisticamente significativo e negativo sulla crescita del PIL reale, la ricerca conclude che l'inclusione finanziaria rimane un determinante significativo della crescita economica attraverso l'accesso al credito, la mobilitazione del risparmio e una maggiore penetrazione bancaria.
Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo
Per decenni, gli economisti hanno operato su un presupposto semplice e rassicurante: che se si costruiscono più banche e si aprono più conti di risparmio, l'economia di un paese crescerà naturalmente. La logica sembra solida. Se le persone possono entrare in una filiale per ottenere un prestito o aprire un conto per risparmiare i propri soldi, possono investire nelle imprese, comprare case e avviare aziende agricole. Questo flusso di denaro, dai risparmiatori ai debitori, dovrebbe essere il motore che spinge una nazione in avanti. In molte parti del mondo, questo motore funziona come previsto. Ma in un gruppo specifico di dieci nazioni africane a reddito medio-basso, dei ricercatori hanno recentemente deciso di testare se questo motore faccia effettivamente girare le ruote dell'economia, o se stia semplicemente girando a vuoto. Hanno esaminato due cose specifiche: la presenza fisica delle filiali bancarie e il numero di conti di risparmio attivi detenuti dalla popolazione comune. Il loro obiettivo era vedere se questi indicatori di "inclusione finanziaria" — l'idea che tutti abbiano accesso a servizi finanziari utili — si traducano effettivamente in una reale crescita economica.
I ricercatori, un team proveniente da università nigeriane e con sede ad Abuja, si sono concentrati su un periodo di vent'anni, dal 2004 al 2023. Hanno raccolto dati da dieci paesi, tra cui Nigeria, Guinea, Camerun, Comore, Lesotho, Eswatini, Tanzania, Angola, Tunisia ed Egitto. Hanno trattato il numero di filiali di banche commerciali ogni 100.000 adulti come una misura di quanto sia facile raggiungere fisicamente una banca. Hanno anche osservato il numero di conti di deposito per 1.000 adulti per misurare quante persone stessero effettivamente utilizzando il sistema per risparmiare denaro. Confrontando questi numeri con il tasso di crescita annuale del PIL reale di ciascun paese (una misura standard del valore totale di beni e servizi prodotti), speravano di trovare un legame chiaro tra l'avere un conto bancario e un'economia prospera.
Ciò che hanno trovato, tuttavia, è stata una sorpresa che sfida il manuale standard. Invece di scoprire che più filiali e più conti portavano a una crescita economica più rapida, i dati hanno mostrato l'opposto. Lo studio ha rivelato che in questi dieci paesi, un aumento del numero di filiali bancarie era in realtà associato a una diminuzione della crescita economica. Allo stesso modo, un aumento dei conti di deposito è stato collegato a un calo della crescita. I numeri non erano solo leggermente diversi; la relazione era statisticamente forte e negativa. Per ogni filiale bancaria aggiuntiva ogni 100.000 persone, il tasso di crescita dell'economia tendeva a scendere. Lo stesso valeva per i conti di risparmio: man mano che più persone li aprivano, l'economia cresceva più lentamente, non più velocemente.
Questo non significa che le banche siano cattive o che risparmiare denaro sia dannoso. Piuttosto, i ricercatori suggeriscono che la mera esistenza di questi strumenti finanziari non sia sufficiente. Nei paesi studiati, le filiali fisiche si trovano spesso nei centri urbani dove l'attività bancaria è già comune, mentre le aree rurali rimangono vuote. Queste filiali possono essere costose da gestire e potrebbero non prestare denaro alle persone che ne hanno più bisogno per costruire attività. Inveve, il denaro potrebbe rimanere fermo o essere utilizzato per prestiti al consumo a breve termine che non creano ricchezza a lungo termine. Allo stesso modo, avere un conto di deposito non garantisce che il denaro al suo interno venga utilizzato in modo produttivo. Se una persona risparmia denaro ma la banca non presta quel denaro a un agricoltore o a un proprietario di una fabbrica, quel risparmio non aiuta l'economia a crescere. Lo studio indica che in queste specifiche nazioni africane, il sistema finanziario si sta espandendo in termini di dimensioni ma non di efficacia.
Gli autori concludono che semplicemente costruire più filiali o incoraggiare più persone ad aprire conti non è una formula magica per lo sviluppo economico. I risultati negativi suggeriscono che il modo attuale in cui queste banche operano non è connesso con la vera economia. Il denaro si muove, ma non si muove verso i settori produttivi che creano posti di lavoro e beni. I ricercatori sostengono che, affinché l'inclusione finanziaria aiuti davvero, l'attenzione debba spostarsi dal semplice conteggio di filiali e conti alla garanzia che il denaro che scorre attraverso di essi sia effettivamente utilizzato per costruire fabbriche, fattorie e imprese. Finché il sistema finanziario non diventerà più efficiente nel trasformare i risparmi in investimenti reali, avere più banche e più conti potrebbe essere solo il segno di un sistema che è impegnato, ma non necessariamente utile.
Sommerso dagli articoli nel tuo campo?
Ricevi digest giornalieri degli articoli più recenti corrispondenti alle tue parole chiave di ricerca — con riassunti tecnici, nella tua lingua.