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Perceived changes in alcohol consumption following the COVID-19 pandemic among UK Armed Forces personnel

Un'indagine trasversale condotta su 227 membri delle Forze Armate del Regno Unito rivela che, sebbene le caratteristiche demografiche e militari abbiano mostrato poca associazione con il consumo di alcol, gli individui attualmente inseriti in categorie di consumo ad alto rischio sono stati più propensi a riferire un aumento del proprio consumo in seguito alla pandemia di COVID-19.

Autori originali: Kate King, Daniel Leightley, Neil Greenberg, Nicola Fear

Pubblicato 2026-08-04
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Autori originali: Kate King, Daniel Leightley, Neil Greenberg, Nicola Fear

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Immaginate la mente umana come un giardino. A volte, il tempo cambia drasticamente, come una tempesta improvvisa e prolungata che tiene tutti in casa. Quando ciò accade, le persone spesso cambiano le proprie abitudini: magari mangiano più snack, dormono diversamente o si rivolgono a un drink per aiutarsi a rilassarsi. Gli scienziati che studiano la "salute pubblica" sono come giardinieri che osservano come queste tempeste influenzano le piante. Vogliono sapere: il tempo fa appassire i fiori o alcune piante crescono in modo più selvaggio? In questa storia, stiamo guardando un gruppo specifico di piante: le Forze Armate del Regno Unito. Questi sono gli uomini e le donne coraggiosi che servono nella Marina, nell'Esercito e nell'Aeronautica. Gli scienziati sono curiosi riguardo un'abitudine specifica: bere alcolici. Vogliono sapere se la grande tempesta globale chiamata pandemia di COVID-19 ha cambiato quanto questi militari bevano, e se il cambiamento è stato diverso per chi già beveva molto rispetto a chi non lo faceva.

I ricercatori, un team del King's College London, hanno deciso di porre a 227 militari del Regno Unito una domanda semplice: "Da quando è iniziata la pandemia, bevi più alcolici rispetto a prima?". Hanno anche controllato le attuali abitudini di consumo di ciascuna persona utilizzando una lista di controllo standard chiamata AUDIT-C, che funge da "misuratore di rischio". Questo misuratore suddivide le persone in gruppi: quelle con un basso rischio di bere troppo, quelle con un rischio "crescente" e quelle con un rischio "più elevato" o potenziale dipendenza.

Ecco cosa hanno scoperto: la storia non è stata la stessa per tutti. È emerso che le persone che erano già nei gruppi a rischio "crescente" o "più elevato" avevano molte più probabilità di dire: "Sì, sto bevendo più di prima della pandemia". Infatti, se eri nel gruppo ad alto rischio, avevi circa quattro volte più probabilità di riferire di bere di più rispetto a qualcuno nel gruppo a basso rischio. È come se la tempesta avesse fatto bere ancora più acqua alle piante che erano già assetate, mentre le altre sono rimaste uguali o hanno bevuto meno.

Interessantemente, gli scienziati hanno esaminato anche altre cose come se la persona fosse uomo o donna, il ramo militare in cui serviva o se avesse partecipato a combattimenti in passato. Nessuna di queste cose sembrava cambiare la storia. L'unica altra grande differenza era l'età. I più giovani (sotto i 25 anni) erano in realtà meno propensi a dire di bere di più rispetto ai gruppi più grandi (dai 25 ai 34 e dai 35 in su). Sembra che i soldati più giovani abbiano gestito il cambiamento in modo diverso rispetto ai più anziani.

Tuttavia, c'è un limite a questa storia. Gli scienziati hanno solo chiesto alle persone di ricordare ciò che è accaduto. Non hanno monitorato le abitudini di consumo di alcol dei soldati giorno per giorno prima, durante e dopo la pandemia. Per questo motivo, non possono dire con certezza perché il consumo di alcol sia aumentato o se la pandemia lo abbia causato direttamente. Possono solo dire che le due cose sono collegate nei ricordi di questi soldati. Il documento suggerisce che, proprio come nel mondo civile, dove alcune persone bevono di più e altre bevono meno durante i periodi difficili, la popolazione militare è un mix di diverse reazioni. Gli scienziati dicono che dobbiamo continuare a osservare questi soldati nel tempo per vedere se questo schema continua, ma per ora, questo studio ci offre il nostro primo sguardo significativo su come la pandemia possa aver spostato le abitudini di consumo di alcol di chi serve la nazione.

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