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Delegitimising a legend: Unipolar delegitimation and polarisation dynamics in Weibo fan discourse during the 2026 FIFA World Cup

Questo studio analizza il discorso su Weibo durante la Coppa del Mondo FIFA 2026 per rivelare come gli avversari di Lionel Messi impieghino una strategia di "delegittimazione unipolare" — caratterizzata da un focus concentrato su una singola sottocategoria di giudizio e un forte ricorso all'espressione indiretta — per guidare la polarizzazione discorsiva, in contrasto con i modelli valutativi equilibrati dei sostenitori.

Autori originali: Qingyu GAO, Ziqi FENG

Pubblicato 2026-08-31
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Autori originali: Qingyu GAO, Ziqi FENG

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Nell'era digitale, il modo in cui le persone discutono di sport è diventato una finestra su come le comunità umane si formano, si frammentano e induriscono le proprie convinzioni. Questo campo di studi, spesso chiamato analisi del discorso, osserva da vicino le parole specifiche che le persone scelgono per comprendere come costruiscono la propria realtà. Quando un gruppo di tifosi sostiene una squadra, non dice semplicemente "ci piace"; costruisce una storia sul perché quella squadra sia buona, usando il linguaggio per giustificare i propri sentimenti. Al contrario, coloro che si oppongono a una squadra non dicono semplicemente "non ci piace"; costruiscono una storia sul perché quella squadra sia cattiva, concentrandosi spesso sulla correttezza o sulle regole. I ricercatori sanno da tempo che gli algoritmi dei social media tendono ad amplificare queste forti emozioni, spingendo le persone in bolle separate dove sentono solo voci che sono d'accordo con loro. La domanda che rimane è come queste bolle parlino effettivamente tra loro. Discutono usando gli stessi strumenti, o parlano lingue completamente diverse? Comprendere questo aiuta a capire perché le discussioni online sembrino spesso due persone che parlano senza capirsi, incapaci di trovare un terreno comune anche quando discutono dello stesso evento.

Uno studio recente dei ricercatori Qingyu Gao e Ziqi Feng ha esaminato questo fenomeno durante la Coppa del Mondo FIFA 2026, concentrandosi sul acceso dibattito online riguardante la nazionale argentina e il suo capitano, Lionel Messi. I ricercatori hanno raccolto oltre dodicimila post su Weibo, la più grande piattaforma social della Cina, per vedere come sostenitori e oppositori utilizzassero il linguaggio per sostenere le proprie tesi. Erano particolarmente interessati a un quadro che suddivide gli atteggiamenti umani in categorie specifiche: come le persone esprimono i loro sentimenti, come giudicano il carattere o l'abilità di una persona e come valutano la correttezza di un'azione. Analizzando questi post con l'aiuto dell'intelligenza artificiale avanzata, il team ha mappato esattamente come ciascuna parte abbia dispiegato le proprie argomentazioni. Il risultato è stato un quadro chiaro di due mondi distinti che operano fianco a fianco, utilizzando strategie diverse per vincere la stessa battaglia.

Lo studio ha rivelato una differenza sorprendente nel modo in cui i due gruppi organizzavano le loro argomentazioni. I sostenitori di Messi e dell'Argentina utilizzavano un approccio equilibrato, mescolando l'elogio emotivo con discussioni sull'abilità e il duro lavoro dei giocatori. Parlavano di felicità, del talento naturale dei giocatori e del puro sforzo necessario per vincere. Il loro linguaggio era vario, distribuendo il loro elogio su molteplici qualità. Al contrario, gli oppositori di Messi e dell'Argentina non distribuivano la loro critica. Invece, si concentravano quasi interamente su un tipo specifico di argomento: l'ingiustizia morale e procedurale. Raramente parlavano di sentimenti o della bellezza del gioco. Al contrario, concentravano la loro energia nell'accusare la squadra di aver beneficiato di arbitri parziali, regole ingiuste o un sistema truccato. I ricercatori chiamano questo schema "delegittimazione unipolare", dove un lato attacca un singolo punto di debolezza con una forza travolgente, mentre l'altro lato difende con una vasta gamma di attributi positivi.

Questa differenza di focus ha creato una dinamica in cui i due lati stavano essenzialmente giocando partite diverse. Gli oppositori agivano come procuratori in un tribunale, presentando un caso secondo cui il successo della squadra non era meritato ma rubato attraverso la manipolazione. Costruivano una catena logica suggerendo che gli arbitri fossero parziali, che i penalty fossero eccessivi e che il risultato finale fosse una frode. I sostenitori, tuttavia, agivano come narratori, tessendo la storia del viaggio finale di un atleta leggendario, supportata dalle statistiche e dalla pura gioia della vittoria. Quando gli oppositori attaccavano la correttezza del gioco, i sostenitori erano costretti a rispondere su quel medesimo terreno, difendendo le regole e gli arbitri, anche se la loro forza originale risiedeva nel celebrare il talento dei giocatori. Questo spostamento significava che il dibattito diventava sempre più centrato sulle accuse di ingiustizia, un argomento in cui gli oppositori detenevano l'iniziativa.

Un'altra scoperta importante riguardava il modo in cui i due gruppi esprimevano la loro ostilità. I sostenitori tendevano a essere diretti, dichiarando apertamente il loro amore per la squadra e l'orgoglio per la vittoria. Gli oppositori, invece, facevano un uso intensivo del linguaggio indiretto. Usavano il sarcasmo, domande retoriche e la condivisione dei commenti critici di altre persone per trasmettere la propria rabbia senza dirlo direttamente. Ad esempio, invece di scrivere "l'arbitro ha imbrogliato", un oppositore potrebbe pubblicare una domanda come: "È giusto che solo una squadra riceva i penalty?" o condividere una catena di messaggi inoltrati in cui altri facevano l'accusa. Questa strategia permetteva loro di esprimere forti sentimenti negativi mantenendo al contempo uno strato di protezione contro le regole delle piattaforme che vietano attacchi espliciti. Lo studio ha identificato cinque modi specifici in cui lo facevano, tra cui l'uso dell'ironia, porre domande che implicano una risposta e confrontare eventi attuali con controversie passate per suggerire un modello di ingiustizia senza dichiararlo apertamente.

Con il progredire del torneo nell'arco di sei settimane, la natura della discussione è cambiata in modo prevedibile. All'inizio, la conversazione era dominata dai sostenitori che celebravano il successo della squadra, con pochissima opposizione. Man mano che il torneo entrava nelle fasi a eliminazione diretta e si verificavano decisioni arbitrali controverse, l'opposizione diventava più rumorosa e focalizzata. Il dibattito si spostava dalla celebrazione dell'abilità a un esame forense della correttezza. Alla fine del torneo, i due gruppi si erano assestati in uno stato di "trincea parallela intra-campo". Ciò significa che, all'interno di ciascun gruppo, il modo di parlare era diventato un'abitudine, un modo standard di pensare che tutti in quel gruppo comprendevano. Tuttavia, i due gruppi rimanevano completamente separati. Non si sono fusi in un unico accordo a livello sociale, né si sono convinti l'un l'altro. Invece, sono diventati più radicati nelle proprie realtà separate, parlando lingue diverse e usando regole diverse per giudicare gli stessi eventi.

I ricercatori suggeriscono che questo risultato sia guidato dalla struttura stessa dei social media. Le piattaforme sono progettate per mostrare agli utenti contenuti che li mantengano coinvolti, il che spesso significa mostrare loro argomenti che confermano ciò che già credono. Questo crea un ambiente in cui un attacco morale e focalizzato sulla correttezza può diffondersi rapidamente tra un gruppo specifico, mentre la difesa più ampia e sfumata del talento si perde nel rumore. Lo studio dimostra che la polarizzazione non riguarda solo il fatto che le persone abbiano opinioni opposte; riguarda il fatto che utilizzano strumenti diversi per costruire le proprie argomentazioni. Un lato usa una difesa ampia ed emotiva, mentre l'altro usa un attacco morale e ristretto. Poiché non usano gli stessi strumenti, non possono facilmente smantellare le argomentazioni l'uno dell'altro, portando a una situazione in cui entrambi i lati diventano più convinti della propria versione della verità, pur rimanendo incapaci di comprendere l'altro.

Questa ricerca evidenzia che il modo in cui discutiamo online è plasmato dalle piattaforme che utilizziamo e dalle strategie che adottiamo per sopravvivere in esse. Gli oppositori di Messi hanno imparato che concentrarsi su un singolo punto di fallimento morale e usare un linguaggio indiretto era il modo più efficace per ottenere trazione ed evitare la censura. I sostenitori hanno imparato di dover difendere su quel medesimo terreno, anche se non era il loro punto di forza. Il risultato è stato un dibattito che non si è mai risolto veramente, ma che invece si è indurito in due campi separati, ciascuno convinto della propria legittimità e cieco rispetto alla logica dell'altro. Lo studio conclude che comprendere questi schemi linguistici è fondamentale per capire perché le comunità online possano diventare così divise e perché sia così difficile riunirle.

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