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Stakeholder engagement related to food marketing to children in Canada: A mixed-methods analysis of formal consultations and lobbying activities, 2019-2025

Questo studio a metodi misti sul coinvolgimento dei portatori di interesse canadesi dal 2019 al 2025 rivela che, sebbene i gruppi non legati all'industria siano stati più attivi nelle interazioni dirette con Health Canada, gli stakeholder del settore hanno dominato gli sforzi di lobbying formale impiegando strategie di attività politica aziendale per ritardare l'attuazione delle regolamentazioni che limitano il marketing di alimenti poco salutari rivolto ai bambini.

Autori originali: Grace Gillis, Laura Vergeer, Christine Mulligan, Mary L’Abbé, Monique Potvin Kent, Daniel Zaltz

Pubblicato 2026-08-28
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Autori originali: Grace Gillis, Laura Vergeer, Christine Mulligan, Mary L’Abbé, Monique Potvin Kent, Daniel Zaltz

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

In Canada, come in molti altri luoghi, il cibo e le bevande che i bambini vedono in televisione, online e nei negozi rappresentano un importante problema di salute pubblica. Decenni di ricerca dimostrano che quando i giovani sono costantemente esposti ad pubblicità di alimenti ricchi di zucchero, sale e grassi, iniziano a preferire tali articoli, a chiedere ai genitori di acquistarli e a consumarne di più. Questo schema contribuisce a diete scadenti e a un tasso crescente di obesità tra i bambini. Poiché i bambini sono ancora in una fase di sviluppo della capacità di comprendere che la pubblicità cerca di persuaderli, essi sono unicamente vulnerabili a questi messaggi. Sebbene l'Organizzazione Mondiale della Sanità abbia esortato i governi a limitare tale marketing, il Canada ha faticato a varare leggi che possano effettivamente limitarlo. Nonostante il forte sostegno pubblico e i ripetuti tentativi da parte dei politici di creare regole, il paese non ha ancora implementato restrizioni federali. Questo divario tra i rischi noti per la salute e la mancanza di azione suggerisce che stia accadendo qualcos'altro dietro le quinte, probabilmente coinvolgendo le aziende che vendono questi prodotti e i loro sforzi per plasmare le regole.

Un nuovo studio condotto da ricercatori di diverse università canadesi indaga esattamente cosa sia accaduto tra il 2019 e il 2025. Il team voleva capire come diversi gruppi interagiscano con il governo nel tentativo di decidere sulle regole del marketing alimentare. Hanno esaminato due tipi distinti di attività: incontri formali e lettere inviate a Health Canada, e lo sforzo più privato e organizzato noto come lobbying. Il lobbying prevede che rappresentanti di aziende o gruppi incontrino politici e alti funzionari governativi per cercare di influenzare le loro decisioni. I ricercatori hanno raccolto dati da due registri governativi pubblici: uno che elenca gli incontri e la corrispondenza con Health Canada, e un altro che traccia chi è registrato per fare lobbying presso i funzionari federali. Combinando questi registri, hanno potuto vedere non solo chi parlava con il governo, ma anche quanto potere e risorse avessero i diversi gruppi per far sentire la propria voce.

I risultati rivelano una differenza sorprendente tra chi si presenta per le conversazioni formali e chi domina il panorama del lobbying. Osservando i registri degli incontri e delle lettere inviate direttamente a Health Canada, i gruppi non legati al settore — come organizzazioni per la salute pubblica, enti di beneficenza e istituzioni accademiche — erano in realtà i più attivi, rappresentando circa il 55 percento delle interazioni. Questo è un cambiamento rispetto agli anni precedenti, in cui le aziende alimentari e delle bevande erano le voci primarie in quelle stanze. Tuttavia, il quadro cambia completamente quando si esamina il più ampio registro del lobbying. Nel registro ufficiale dei lobbisti, i gruppi industriali costituivano quasi tre quarti di tutte le comunicazioni. Questi stakeholder del settore, che includono produttori di alimenti, società pubblicitarie e aziende multimediali, hanno dimostrato una capacità di impegno molto maggiore. Hanno impiegato più singoli lobbisti, hanno registrato più organizzazioni e hanno contattato una gamma più ampia di funzionari governativi, inclusi membri del Parlamento, senatori e alti funzionari civili. Mentre i sostenitori della salute pubblica erano impegnati nel dialogare con Health Canada, i rappresentanti dell'industria stavano attivamente interagendo con le persone che detengono le chiavi per approvare leggi e regolamenti.

I ricercatori hanno anche analizzato il contenuto delle comunicazioni per comprendere le tattiche utilizzate dall'industria alimentare e delle bevande. Hanno scoperto che le aziende si sono affidate a quattro strategie principali per influenzare le politiche. L'approccio più comune è stato quello dell'informazione e del messaggio, in cui i rappresentanti dell'industria hanno presentato se stessi come partner responsabili per la salute pubblica. Spesso hanno evidenziato i propri sforzi volontari per migliorare le diete dei bambini, sminuendo al contempo il ruolo dei loro prodotti nel problema. Hanno frequentemente argomentato che le regole governative avrebbero creato conseguenze negative impreviste, come perdite di posti di lavoro o oneri amministrativi, e hanno suggerito che l'attuale autoregolamentazione fosse sufficiente. Un'altra strategia chiave è stata la sostituzione delle politiche, in cui l'industria ha promosso codici volontari e iniziative private come migliori alternative alle leggi governative. Si sono inoltre impegnati nella costruzione di consenso, che consisteva nel coltivare relazioni con leader di opinione chiave, organizzazioni sanitarie e funzionari governativi per costruire una rete di supporto. Infine, sebbene meno comune, sono stati compiuti alcuni sforzi per frammentare l'opposizione, criticando i sostenitori della salute pubblica e creando l'impressione che vi fosse un ampio disaccordo sulla necessità di restrizioni.

Lo studio suggerisce che il motivo per cui il Canada non ha ancora implementato restrizioni sul marketing alimentare rivolto ai bambini non è la mancanza di preoccupazione pubblica o di volontà politica, ma piuttosto la persistente e potente influenza del lobbying industriale. Anche se i gruppi non legati al settore sono diventati più attivi nelle consultazioni formali con Health Canada, non sono riusciti a eguagliare la portata e le risorse dell'industria nell'intero sistema governativo. L'industria continua a utilizzare tattiche ben consolidate per ritardare, indebolire o impedire l'azione normativa. I ricercatori concludono che avere semplicemente più sostenitori della salute pubblica nella stanza non è sufficiente per bilanciare la situazione. Per procedere, lo studio suggerisce che il governo necessiti di salvaguardie più forti per gestire i conflitti di interesse e di una maggiore trasparenza per garantire che la definizione delle politiche non sia sproporzionatamente influenzata da coloro che hanno un interesse finanziario nell'esito. Senza affrontare questo squilibrio, il ciclo di leggi proposte che non diventano realtà è destinato a continuare.

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