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External Load Volume and Variability Differentially Relate to Internal Load in Soccer

Questo studio sui calciatori semiprofessionisti rivela che, sebbene il volume cumulativo del carico esterno di allenamento sia correlato sia al carico interno percettivo che a quello fisiologico, la monotonia e la variabilità delle richieste meccaniche (come la distanza ad alta velocità e le decelerazioni) influenzano in modo differenziato la percezione dello sforzi della sessione e l'impulso di allenamento, rispettivamente.

Autori originali: TYLER B. MCCOLLUM, ALEXANDRA P. BROJANAC, MARCOS S. KEEFE, RYAN DUNN, Yasuki Sekiguchi

Pubblicato 2026-08-06
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Autori originali: TYLER B. MCCOLLUM, ALEXANDRA P. BROJANAC, MARCOS S. KEEFE, RYAN DUNN, Yasuki Sekiguchi

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Immagina di essere un allenatore che cerca di capire quanto stiano davvero lavorando i tuoi atleti. Hai due modi per osservare il gioco. Primo, c'è il Carico Esterno: questo è l'aspetto fisico oggettivo che puoi misurare con un cronometro o un orologio GPS. È la distanza totale percorsa, il numero di volte che un giocatore accelera o quante volte frena bruscamente. È come leggere i chilometri sul contachilometri di un'auto. Secondo, c'è il Carico Interno: questo è come il corpo e la mente dell'atleta percepiscono effettivamente quel lavoro. È il battito cardiaco che accelera, il sudore che cola e la sensazione di esaurimento quando dicono: "È stata dura!". È come il termometro della temperatura del motore o la sensazione di fatica del conducente.

Per molto tempo, scienziati e allenatori si sono chiesti: la distanza totale percorsa corrisponde perfettamente a quanto un giocatore si sente stanco? O conta di più il modo in cui il lavoro è distribuito? Per esempio, correre 10 chilometri in linea retta è faticoso quanto correre 10 chilometri con molti stop, partenze e curve strette? Questa domanda è cruciale perché, se sbagliamo, potremmo spingere i giocatori oltre il limite causando infortuni, oppure non spingerli abbastanza per farli migliorare. Questo studio si immerge in questo mistero, guardando specificamente ai calciatori per vedere se la "forma" del loro carico di lavoro (quanto sia costante o variabile) cambi la reazione del loro corpo e della loro mente.


La storia dei calciatori e dei loro orologi GPS

In questo studio, i ricercatori hanno seguito 3oli 35 calciatori maschi semi-professionisti durante due stagioni estive. Hanno dotato questi atleti di orologi GPS hi-tech che tracciavano ogni passo, ogni scatto e ogni battito cardiaco. L'obiettivo era vedere come diversi modi di misurare il "Carico Esterno" (il lavoro fisico) si connettessero al "Carico Interno" (la percezione dello sforzo e la reazione del cuore).

Il team ha analizzato i dati in tre modi diversi, come guardare un film attraverso tre lenti differenti:

  1. Il Volume Totale: Quanto lavoro totale è stato svolto in una settimana? (Pensa a quanti chilometri totali sono stati percorsi).
  2. La Monotonia: Il lavoro era lo stesso ogni giorno, o variava? (Pensa al guidare esattamente lo stesso percorso ogni giorno rispetto al prendere una strada diversa ogni volta).
  3. La Variazione Percentuale: Il carico di lavoro è aumentato o diminuito improvvisamente da una settimana all'altra? (Pensa a premere improvvisamente l'acceleratore con forza dopo una settimana lenta).

Hanno confrontato queste tre lenti rispetto a due tipi di risultati del "Carico Interno":

  • sRPE (Valutazione della Percezione dello Sforzo della Sessione): Questa è la valutazione del giocatore su quanto sia stato duro il sessione, moltiplicata per la sua durata. È il punteggio della "sensazione".
  • TRIMP (Impulso dell'Allenamento): Questa è una formula matematica basata sulla frequenza cardiaca che calcola lo stress fisiologico sul corpo. È il punteggio del "cuore".

Cosa hanno scoperto: La "Sensazione" vs il "Cuore"

I risultati sono stati sorprendentemente specifici, mostrando che il punteggio della "sensazione" e il punteggio del "cuore" non reagiscono sempre alle stesse cose.

1. Il punteggio della "Sensazione" (sRPE) ama il Volume e i Cambiamenti Improvvisi
Quando i ricercatori hanno osservato cosa rendeva i giocatori stanchi (sRità), il driver principale era semplicemente la Distanza Totale. Più chilometri percorreva un giocatore in una settimana, più alto era il suo punteggio di "sensazione". È come il contachilometri di un'auto: più miglia percorri, più scende la benzina, indipendentemente da come hai guidato.

Tuttavia, il punteggio della "sensazione" ha reagito fortemente anche ai cambiamenti improvvisi. Se un giocatore aveva una settimana in cui ha corso significativamente più distanza rispetto alla settimana precedente, il suo punteggio di "sensazione" subiva un picco. È come se il corpo dicesse: "Ehi, abbiamo appena cambiato marcia!". Inoltre, il punteggio della "sensazione" aumentava se i giocatori effettuavano molte decelerazioni (frenate) e corse ad alta velocità in modo molto costante e immutato durante la settimana. Se il carico di lavoro era noiosamente lo stesso ogni giorno (alta monotonia), i giocatori riportavano di aver percepito uno sforzo maggiore.

2. Il punteggio del "Cuore" (TRIMP) ama la Distanza e la Costanza delle Frenate
Il punteggio del "cuore" era un po' diverso. Era sicuramente legato alla Distanza Totale, proprio come il punteggio della sensazione. Ma ecco il colpo di scena: il "cuore" non era sensibile ai cambiamenti improvvisi settimana dopo settimana. Il cuore non si curava tanto del salto nel carico di lavoro quanto il cervello.

Inveve, il punteggio del "cuore" era profondamente interessato alle frenate. Lo studio ha scoperto che il numero di volte in cui un giocatore doveva rallentare (decelerare) e la costanza di queste azioni di frenata erano fattori enormi. Se un giocatore aveva una settimana piena di azioni di frenata distribuite uniformemente (monotonia costante), lo stress della frequenza cardiaca aumentava. Sembra che il cuore si stanchi dallo stress meccanico ripetuto di fermarsi e ripartire, anche se la distanza totale non è massiccia. Interessantemente, il punteggio del "cuore" non sembrava curarsi molto di quante volte i giocatori accelerassero o di quanto corressero ad alta velocità, a meno che non facesse parte di quella distanza totale.

Cosa significa per il gioco

L'articolo suggerisce che non possiamo limitarci a guardare un solo numero per sapere quanto duramente stia lavorando un atleta.

  • Se vuoi sapere quanto un giocatore si sente mentalmente e fisicamente svuotato, guarda la sua distanza totale e fai attenzione ai salti improvvisi nel suo carico di lavoro settimanale.
  • Se vuoi sapere qual è lo stress fisiologico sul loro cuore, guarda la loro distanza totale, ma presta anche molta attenzione a quante volte hanno frenato e a quanto è stata costante la frenata durante la settimana.

I ricercatori hanno notato che, in questo specifico gruppo di giocatori, il carico di lavoro era piuttosto stabile di settimana in settimana, motivo per cui il fattore "cambiamento improvviso" non era dominante per il cuore come lo era per la sensazione. Hanno anche ammesso che, poiché hanno studiato un solo team, non possiamo essere sicuri al 100% che questo si applichi a ogni calciatore ovunque. Tuttavia, i dati mostrano chiaramente che la decelerazione (la frenata) è un elemento unico nel gioco: è l'unica azione che si è rivelata importante sia per la sensazione di stanchezza che per lo stress del cuore.

In breve, correre molto ti fa sentire stanco e affatica il cuore, ma frenare costantemente fa lavorare di più il cuore e fa sentire la settimana come una vera faticata, specialmente se non si ottiene una pausa da ciò. Gli allenatori devono monitorare sia i chilometri che le frenate per mantenere i loro giocatori in salute e performanti al meglio delle loro possibilità.

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