← Ultimi articoli
📄 earth_science

Projected climate loss and damages from new UK oil and gas fields unequivocally show their destruction of economic value globally

Questo documento sostiene che l'approvazione di nuovi giacimenti petroliferi e di gas nel Regno Unito, come Rosebank e Jackdaw, causerebbe danni climatici futuri (£170 mld–£483 mld) di gran lunga superiori al loro valore economico per il Regno Unito (£28,7 mld), distruggendo così il valore economico netto globale e nazionale anche se solo una piccola frazione di tali danni venisse avvertita a livello nazionale.

Autori originali: Luke Hatton

Pubblicato 2026-08-18
📖 5 min di lettura🧠 Approfondimento

Autori originali: Luke Hatton

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Il mondo sta cercando di limitare quanto il pianeta si riscaldi, un obiettivo che richiede di lasciare vaste quantità di petrolio e gas sepolte sottoterra. Questa non è solo una regola ambientale, ma un calcolo economico: bruciare combustibili fossili rilascia gas che intrappolano il calore, danneggiando l'economia globale attraverso la perturbazione del clima, la distruzione dei raccolti e la minaccia alle infrastrutture. Gli scienziati sanno da tempo che questi costi futuri, spesso chiamati "costo sociale del carbonio", sono reali e in crescita. Essi rappresentano il prezzo che la società paga per ogni tonnellata di inquinamento rilasciata, un conto che arriverà sotto forma di inondazioni, incendi e perdita di produttività decenni più avanti. Per anni, i governi hanno pesato i profitti immediati della perforazione di nuovi pozzi contro questi costi distanti e diffusi, trattando spesso le due questioni come separate. La domanda è diventata se sia possibile approvare nuovi progetti petroliferi senza causare più danni finanziari di quanto ne portino di benefici, un equilibrio che diventa sempre più difficile da trovare con l'accelerare della crisi climatica.

Uno studio recente dell'Imperial College di Londra esamina con attenzione questo equilibrio, concentrandosi su due grandi giacimenti di petrolio e gas attualmente in attesa di approvazione nel Regno Unito: Rosebank e Jackdaw. Questi progetti, situati nel Mare del Nord, vengono promossi dai loro sviluppatori come vitali per la sicurezza energetica nazionale e la creazione di posti di lavoro. I sostenitori sostengono che genereranno miliardi di valore economico per il Regno Unito. Tuttavia, i ricercatori dietro questo studio hanno deciso di calcolare i numeri in modo diverso. Invece di guardare al progetto isolatamente, hanno calcolato il danno economico totale causato dall'anidride carbonica che verrebbe rilasciata quando il petrolio e il gas di questi giacimenti verranno infine bruciati dai consumatori in tutto il mondo. Hanno utilizzato i migliori dati disponibili su come l'aumento delle temperature danneggi la crescita economica, applicandoli alla specifica quantità di inquinamento che questi giacimenti produrrebbero durante l'intero ciclo di vita.

I risultati sono drastici. I ricercatori stimano che il danno climatico causato dai giacimenti Rosebank e Jackdaw costerà all'economia globale tra i 170 e i 483 miliardi di sterline. Quando hanno confrontato questa cifra massiccia con il valore economico che i progetti dovrebbero generare per il Regno Unito, stimato in circa 28,7 miliardi di sterline, è emersa un'immagine chiara. Anche sotto le assunzioni più conservative, il danno futuro è almeno sei volte superiore al beneficio economico immediato. Se i ricercatori avessero utilizzato stime meno conservative, il danno sarebbe stato diciassette volte superiore al valore creato. Ciò significa che per ogni sterlina di valore che questi giacimenti portano all'economia del Regno Unito, potrebbero distruggere sei o diciassette sterline di valore altrove nell'economia globale.

Lo studio ha anche esplorato quanto di questo danno globale dovrebbe ricadere sul Regno Unito stesso per rendere il progetto una perdita netta per il paese. I ricercatori hanno scoperto che se solo il 5,9 percento del totale del danno climatico globale derivante da questi gielli fosse avvertito entro i confini del Regno Unito, il progetto distruggerebbe più valore per l'economia britannica di quanto ne crei. Questa soglia non è una fantasia lontana; il Regno Unito è già altamente esposto ai rischi climatici, dalle ondate di calore e siccità all'innalzamento del livello del mare. Le estati recenti hanno dimostrato che il maltempo estremo può costare al Regno Unito miliardi in termini di perdita di produzione, e lo studio suggerisce che la quota di danno che ricade sul Regno Unito è del tutto plausibile vista la sua vulnerabilità. Infatti, i ricercatori osservano che la quota storica di danno climatico globale del Regno Unito è già superiore a questa cifra del 5,9 percento analizzando i dati passati.

L'autore sottolinea che i loro calcoli sono probabilmente una sottostima conservativa. I modelli utilizzati si concentrano su come l'aumento delle temperature influenzi la crescita economica, ma non tengono pienamente conto di altre conseguenze gravi come i decessi legati al clima, la distruzione delle città costiere a causa dell'innalzamento del livello del mare o la devastazione specifica degli eventi meteorologici estremi. Inoltre, il costo sociale del carbonio si prevede che aumenterà man mano che il pianeta si scalda, il che significa che il danno causato dalle emissioni rilasciate in futuro potrebbe essere ancora più alto di quanto lo studio progetti. I ricercatori evidenziano inoltre che i benefici di questi progetti sono concentrati tra un piccolo gruppo di investitori e azionisti facoltosi, mentre i costi sono distribuiti sulla popolazione globale, con i pesi più gravosi che ricadono sulle nazioni e sulle comunità più vulnerabili.

Nonostante l'evidente argomento economico contro l'approvazione, il governo del Regno Unito ha considerato un approccio "pragmatico" che potrebbe permettere l'avvio di questi campi, citando la sicurezza energetica e la creazione di posti di lavoro. Tuttavia, lo studio mette in dubbio l'idea che questi campi ridurranno effettivamente le bollette energetiche o garantiranno l'approvvigionamento, notando che il petrolio e il gas prodotti saranno in gran parte venduti sui mercati internazionali piuttosto che rimanere nel Regno Unito. La ricerca suggerisce che la strada verso la sicurezza energetica e l'accessibilità risiede nel sostituire i combustibili fossili con l'energia rinnovabile domestica, una transizione che evita le enormi passività economiche dei nuovi progetti petroliferi. L'autore conclude che approvare questi giacimenti sarebbe un uso inefficiente delle risorse, trasferendo efficacementamente ricchezza dal futuro e dalle popolazioni vulnerabili agli attuali azionisti, pur distruggendo molto più valore economico di quanto ne crei. I numeri indicano che la decisione di approvare o rifiutare questi giacimenti non è solo una questione di politica energetica, ma una scelta fondamentale su se accettare una perdita netta per l'economia globale.

Sommerso dagli articoli nel tuo campo?

Ricevi digest giornalieri degli articoli più recenti corrispondenti alle tue parole chiave di ricerca — con riassunti tecnici, nella tua lingua.

Prova Digest →