Subretinal Injection of Amphotericin B Using a 41‑gauge Needle for Refractory Candida albicans Subretinal Abscess: A Case Report and Literature Review
Questo caso clinico dimostra che l'iniezione sottoretinica di anfotericina B mediante un ago da 41 gauge durante una vitrectomia via pars plana ha controllato con successo un ascesso sottoretinico refrattario da Candida albicans in un paziente immunocompromesso che non aveva risposto alle convenzionali terapie antifungine sistemiche e intravitreali.
Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo
All'interno dell'occhio umano, un delicato strato di tessuto chiamato retina funge da schermo dove la luce viene catturata per formare le immagini. Dietro questo schermo si trova uno spazio che normalmente è vuoto, ma quando un'infezione prende piede lì, può creare una sacca di pus nota come ascesso. Questa è una complicazione rara e pericolosa di una condizione in cui i funghi viaggiano attraverso il flusso sanguigno fino all'occhio, uno scenario che colpisce spesso persone con sistemi immunitari indeboliti. Per decenni, i medici hanno affrontato una scelta difficile nel trattare queste infezioni profonde: usare farmaci potenti che faticano a penetrare le barriere naturali dell'occhio, o eseguire un intervento chirurgico invasivo che comporta un alto rischio di lacerare la retina e causare cecità permanente. La sfida è stata trovare un modo per somministrare il medicinale direttamente all'infezione senza danneggiare il fragile tessuto circostante.
Un team di ricercatori del Primo Ospedale di Hangzhou ha recentemente documentato un caso in cui hanno risolto questo problema per un paziente affetto da un'ostinata infezione fungina. Il paziente era un uomo di settant'anni con una storia di diabete e uso prolungato di steroidi per una condizione articolare, il che aveva lasciato il suo sistema immunitario incapace di combattere un'infezione da lieviti chiamata Candida albicans. Sebbene l'infezione fosse stata rilevata nelle sue urine, essa si era anche propagata ai suoi occhi, causando una grave infiammazione in entrambi. Nel occhio sinistro, l'infezione aveva formato un grande ascesso bianco-giallastro sotto la retina, delle dimensioni da quattro a cinque volte la testa del nervo ottico. Nonostante ripetute iniezioni di farmaci antifungini al centro dell'occhio e una forte terapia orale, l'infezione nell'occhio sinistro continuava a crescere, minacciando di distruggere l'organo interamente.
Di fronte a un occhio in fase di fallimento, i chirurghi decisero di tentare un approccio diverso durante una procedura di rimozione del gel vitreo dall'interno dell'occhio. Inveve di praticare un taglio ampio nella retina per drenare l'ascesso, il che avrebbe potuto causare il distacco dell'occhio, utilizzarono un ago ultra-sottile, così fine da essere misurato a quarantuno gauge. Questo ago è così piccolo da creare un foro che si sigilla da solo nel tessuto. Attraverso questa minuscola apertura, il team ha iniettato una dose concentrata di anfotericina B, un potente farmaco antifungino, direttamente nella sacca dell'infezione sotto la retina. Questo metodo ha permesso al medicinale di raggiungere il cuore dell'ascesso a un livello che i trattamenti precedenti non potevano raggiungere.
Il risultato è stato immediato ed efficace. Dopo l'iniezione, l'ascesso ha smesso di crescere e ha iniziato a rimpicciolirsi, mentre l'infiammazione circostante è lentamente scomparsa. I chirurghi hanno riempito l'occhio con olio di silicone per mantenere la retina in posizione e supportare la guarigione. Nel corso dei mesi successivi, l'occhio è rimasto stabile e l'infezione è stata messa sotto controllo. Sebbene il paziente sia purtroppo deceduto successivamente a causa di un'infezione sistemica diffusa non correlata al suo occhio, l'occhio stesso è stato salvato dalla rimozione. L'infezione non si è ripresentata e il paziente ha mantenuto parte della vista, dimostrando che questa tecnica precisa e minimamente invasiva può avere successo laddove i trattamenti standard falliscono. Questo caso suggerisce che, per le infezioni fungine profonde che non rispondono ad altre terapie, somministrare il medicinale direttamente nel sito con un ago così fine offre un'opzione sicura e potente per salvare la vista.
Sommerso dagli articoli nel tuo campo?
Ricevi digest giornalieri degli articoli più recenti corrispondenti alle tue parole chiave di ricerca — con riassunti tecnici, nella tua lingua.