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Monetized knowledge: Commodification of knowledge in Chinese Internet space and its impact

Questo articolo analizza tre distinte forme di mercificazione della conoscenza nello spazio di Internet cinese — il pagamento per la conoscenza, le celebrità del web legate alla conoscenza e gli streamer — rivelando che, mentre l'utilità e la popolarità sono rispettivamente le loro caratteristiche centrali, il mercato e i meccanismi algoritmici plasmano congiuntamente la produzione, la diffusione della conoscenza e il comportamento degli utenti.

Autori originali: Jun LI, Ruiqi YANG

Pubblicato 2026-09-15
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Autori originali: Jun LI, Ruiqi YANG

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Nel mondo moderno, spesso pensiamo alla conoscenza come a qualcosa che si apprende in un'aula o si legge in una biblioteca, un bene pubblico destinato a essere condiviso liberamente. Eppure, una trasformazione silenziosa ha avuto luogo su Internet, dove l'informazione è sempre più trattata come un prodotto che si può comprare, vendere o usare per attirare una folla. Questo spostamento non riguarda solo l'apporre un prezzo su un libro di testo; riguarda il modo in cui diamo valore a ciò che sappiamo. Quando la conoscenza diventa una merce, essa entra in un mercato dove il suo valore è determinato da quanto le persone sono disposte a pagare per essa o da quanta attenzione può catturare. Questo processo solleva una domanda fondamentale: quando trasformiamo l'apprendimento in un business, lo rendiamo la conoscenza migliore e più accessibile a tutti, o favorisce semplicemente ciò che è popolare e redditizio?

Un team di ricercatori della Tongji University e della Tianjin University si è dato il compito di mappare questo nuovo panorama all'interno del vasto ecosistema digitale della Cina. Hanno osservato che Internet lì ha sviluppato tre modi distinti di trasformare le idee in reddito, ognuno con le proprie regole su ciò che viene notato e premiato. Il primo metodo è il più diretto: le persone pagano specificamente per la conoscenza stessa. Su piattaforme come iGet o Fanshu, gli utenti acquistano l'accesso a corsi, colonne editoriali di esperti o riassunti densi di libri. Qui, la transazione è chiara. Una persona paga perché crede che l'informazione risolverà un problema specifico o le insegnerà una nuova competenza. Il valore del contenuto è giudicato in base alla sua utilità, proprio come l'acquisto di uno strumento che ripara una macchina guasta.

Il secondo metodo è più indiretto. In questo caso, i creatori condividono la loro conoscenza gratuitamente, ma lo fanno per costruire un seguito numeroso. Sui giganti dei social media come WeChat, Bilibili o Douyin, esperti ed entusiasti pubblicano video e articoli per attirare un pubblico. Una volta accumulata abbastanza attenzione, monetizzano questa folla attraverso pubblicità, sponsorizzazioni o donazioni dei fan. In questo modello, la conoscenza stessa non è il prodotto venduto; piuttosto, la conoscenza è l'esca che cattura il pubblico, e l'attenzione del pubblico è ciò che genera il denaro. Questo approccio abbassa le barriere all'ingresso, permettendo a chiunque abbia un'esperienza pratica di diventare un esperto visibile senza la necessità di una laurea universitaria o di un contratto con i media tradizionali. Tuttavia, poiché il reddito dipende da quante persone guardano o cliccano, il contenuto deve essere coinvolgente, tempestivo e facile da digerire, il che può talvolta spingere i creatori a dare priorità all'intrattenimento rispetto alla profondità della complessità.

La terza forma fonde l'apprendimento e lo shopping in un'unica esperienza. Ciò si osserva nelle sessioni di live-streaming su piatta di come Douyin ed East Buy, dove gli host vendono beni fisici come cibo o abbigliamento intrecciando storie sulla storia, la letteratura o la scienza. L'host potrebbe spiegare il significato culturale di un set da tè o la scienza dietro una tecnica di cucina mentre offre l'articolo in vendita. In questo scenario, la conoscenza non è venduta come un corso separato; al contrario, costruisce fiducia e aggiunge valore simbolico al prodotto. Uno spettatore può sintonizzarsi per imparare, per essere intrattenuto o per fare acquisti, e queste motivazioni spesso si spostano e si sovrappongono durante la stessa trasmissione. La conoscenza potenzia la vendita, e la vendita finanzia la creazione di ulteriore conoscenza.

I ricercatori hanno scoperto che questi diversi modelli premiano qualità differenti. Quando le persone pagano direttamente per la conoscenza, tendono a dare valore all'utilità pratica e ai risultati chiari. Quando il ricavo proviene dall'attenzione, la popolarità diventa la forza trainante. Questo non significa che il contenuto popolare sia necessariamente cattivo, né che il contenuto a pagamento sia sempre perfetto. Tuttavia, gli incentivi sono diversi. Il mercato dell'attenzione favorisce contenuti che sono emotivamente risonanti, facili da condividere e capaci di trattenere rapidamente l'interesse di uno spettatore. Ciò può portare a una situazione in cui informazioni semplificate o sensazionalistiche si diffondono più velocemente di verità complesse e sfumate.

Questo spostamento ha creato un'arma a doppio taglio per la società. Da un lato, ha reso la conoscenza più inclusiva. Persone di ogni estrazione sociale, incluse quelle prive di titoli accademici formali, possono ora condividere le proprie competenze specializzate e guadagnarsi da vivere grazie ad esse. Questo rompe l'antico monopolio che le istituzioni tradizionali detenevano sulla conoscenza pubblica. Dall'altro lato, i ricercatori suggeriscono che questo sistema può anche approfondire le divisioni. Poiché gli algoritmi mostrano spesso agli utenti contenuti che corrispondono ai loro interessi esistenti, alcune persone potrebbero trovarsi in un ambiente ricco di apprendimento di alta qualità, mentre altre vengono nutrite con materiale fuorviante o superficiale. Se questi schemi si allineano con le differenze di istruzione, reddito o regione, il divario tra chi è ben informato e chi non lo è potrebbe allargarsi anziché restringersi.

In definitiva, lo studio sostiene che non possiamo comprendere questa economia digitale della conoscenza guardando solo alle forze di mercato. L'atto di acquistare un corso, guardare un video o ascoltare uno streaming live non è mai solo un freddo calcolo economico. È profondamente intrecciato con le emozioni umane, il desiderio di identità e la costruzione della fiducia. Le persone imparano perché si sentono connesse a un creatore, o perché vogliono far parte di una comunità, non solo perché stanno acquistando un servizio. Internet ha creato uno spazio ibrido in cui gli incentivi economici e la partecipazione sociale lavorano insieme per plasmare ciò che la conoscenza produce e come essa si diffonde. La sfida per il futuro è trovare modi per garantire che la qualità di questa informazione rimanga alta e che i benefici di questo nuovo sistema siano condivisi ampiamente, senza perdere l'apertura che permette alle nuove voci di essere ascoltate.

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