Motivation and concerns regarding the use of preprints among Brazilian health researchers: a survey
Un sondaggio del 2025 condotto tra i ricercatori sanitari brasiliani rivela che, sebbene la rapida condivisione e il feedback stimolino l'adozione dei preprint tra la minoranza che li utilizza, la maggioranza si astiene principalmente a causa di una deliberata preferenza per la revisione paritaria tradizionale piuttosto che per una mancanza di consapevolezza.
Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA di un preprint non sottoposto a revisione paritaria. Non è un consiglio medico. Non prendere decisioni sulla salute basandoti su questo contenuto. Leggi il disclaimer completo
La scienza si è a lungo affidata a un processo di controllo lento e meticoloso. Prima che una nuova scoperta venga condivisa con il mondo, viene solitamente inviata a un panel di esperti che controllano il lavoro per errori e imparzialità. Questo sistema di revisione paritaria (peer review) ha lo scopo di garantire la qualità, ma può richiedere mesi o addirittura anni affinché un articolo superi i cancelli. Negli ultimi anni, è emersa un approccio diverso per accelerare i tempi. I ricercatori possono ora pubblicare il proprio lavoro online immediatamente, prima che un esperto lo abbia esaminato. Queste prime bozze sono chiamate preprint. Esse agiscono come un annuncio pubblico di una scoperta, permettendo ad altri di vedere il lavoro subito, offrire commenti o costruirvi sopra. Sebbene questo metodo prometta di rendere la scienza più veloce e aperta, rimane un mistero per molti scienziati se sia effettivamente utile o se comporti troppi rischi.
Un team di ricercatori in Brasile ha deciso di indagare su come gli scienziati della salute nel loro paese percepiscano questo nuovo modo di condividere. Si sono concentrati su un gruppo specifico: 1.596 ricercatori altamente esperti che avevano ricevuto prestigiosi finanziamenti governativi per il loro lavoro in campi come l'odontoiatria, la medicina e l'infermieristica. Questi sono le persone che spesso guidano gli studi più importanti. Il team ha inviato un sondaggio dettagliato a questi scienziati per chiedere perché potrebbero scegliere di pubblicare il proprio lavoro in anticipo, o perché potrebbero scegliere di aspettare. L'obiettivo era comprendere le ragioni reali dietro la decisione di usare o ignorare i preprint, andando oltre le semplici supposizioni per ascoltare direttamente gli scienziati stessi.
I risultati hanno rivelato una netta divisione. Tra i ricercatori che hanno risposto, quasi due terzi non avevano mai pubblicato un proprio preprint. Per coloro che lo avevano fatto, la ragione principale era semplice: volevano condividere le proprie scoperte rapidamente e ricevere feedback dai colleghi prima della lunga attesa per la pubblicazione formale. Vedevano il valore nel rendere il proprio lavoro visibile immediatamente. Tuttavia, per la maggioranza che non aveva utilizzato il sistema, la ragione non era che non ne conoscessero l'esistenza. La maggior parte di loro sapeva dei preprint, ma semplicemente sceglieva di non usarli. La loro esitazione derivava spesso dalla convinzione che il proprio lavoro avesse bisogno della sicurezza e della validazione del tradizionale processo di revisione paritaria prima di poter essere mostrato al pubblico. Sentivano che pubblicare una bozza non revisionata potesse confondere i lettori o persino danneggiare le loro possibilità di pubblicare in una rivista rispettata in seguito.
Lo studio ha anche esaminato se forze esterne stessero spingendo gli scienziati verso i preprint. I ricercatori hanno scoperto che né le loro università né le loro agenzie di finanziamento li stavano costringendo a pubblicare bozze anticipate. La decisione rimaneva quasi interamente nelle mani del singolo scienziato. Inoltre, i dati suggerivano che la pubblicazione di un preprint non portasse automaticamente a più citazioni o a una maggiore attenzione nel modo in cui alcuni sostenitori della scienza aperta speravano. Sebbene un piccolo numero di scienziati credesse che questo aiutasse il proprio lavoro a essere notato, la maggior parte rimaneva neutrale o scettica riguardo al fatto che ciò aumentasse effettivamente l'impatto della propria ricerca.
In definitiva, il sondaggio ha delineato il ritratto di una comunità scientifica cauta ma informata. La barriera all'uso dei preprint nella ricerca sanitaria brasiliana non è una mancanza di conoscenza o di strumenti. Si tratta invece di una scelta deliberata fatta da scienziati che pesano la velocità della condivisione rispetto alla sicurezza della revisione tradizionale. Sono consapevoli dell'opzione di pubblicare in anticipo, ma per molti, il valore di far convalidare il proprio lavoro dagli esperti prima ancora supera i benefici del rilascio immediato. Ciò suggerisce che, affinché i preprint diventino una parte standard della ricerca sanitaria, la comunità scientifica potrebbe dover affrontare le specifiche preoccupazioni riguardanti la qualità e la sicurezza che attualmente tengono in attesa questi ricercatori esperti.
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