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Sacred Streets and Islamic Devotion in Urban Indonesia Identity Politics and Religious Authority Contestation

Questo studio analizza la controversia del Tadarus on the Road a Banten, in Indonesia, per illustrare come logiche contrastanti di "Purismo Spaziale Istituzionale" e "Populismo Spaziale Performativo" guidino un "Ciclo di Spostamento dell'Autorità" in cui le pratiche religiose incarnate contestano le regolamentazioni urbane formali e rimodellano l'autorità religiosa attraverso l'occupazione spaziale e la contromobilizzazione.

Autori originali: Umdatul Hasanah, Khairil Anam, Eneng Purwanti, Azizah Alawiyyah

Pubblicato 2026-09-03
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Autori originali: Umdatul Hasanah, Khairil Anam, Eneng Purwanti, Azizah Alawiyyah

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Nelle frenetiche città dell'Indonesia, si sta consumando una lotta silenziosa ma profonda su chi debba decidere a cosa serva una strada pubblica. Per decenni, i sociologi hanno osservato uno spostamento globale in cui la religione, un tempo relegata negli angoli privati delle case e delle chiese, è tornata al centro della vita pubblica. Questo ritorno non riguarda solo il fatto che le persone credano di più; riguarda il fatto che esse occupino fisamente gli spazi dove tutti gli altri camminano, comprano e guidano. In Indonesia, sede della più grande popolazione musulmana al mondo, ciò ha portato a un nuovo tipo di conflitto. È uno scontro tra due modi molto diversi di vedere il mondo: una visione, sostenuta dai leader religiosi e dai funzionari governativi, vede la città come una mappa accuratamente organizzata dove le attività sacre appartengono a luoghi specifici, puliti e silenziosi come le moschee. L'altra visione, sostenuta dai gruppi di base, vede la strada stessa come una tela che può essere trasformata in un luogo sacro semplicemente riempiendola di persone disciplinate e in preghiera. Comprendere questa frizione ci aiuta a vedere come le società moderne negoziano il confine tra ordine e passione, e come l'autorità di definire ciò che è "giusto" e "sbagliato" venga riscritta in tempo reale.

Questa storia è giunta al culmine nella provincia di Banten, in Indonesia, durante il mese sacro del Ramadan nel 2022. Un movimento chiamato "Tadarus on the Road" (Tadarus sulla strada) ha travolto le strade, dove migliaia di musulmani si sono schierati sui marciapiedi pubblici per recitare il Corano insieme. Per i partecipanti, questo era un atto di syiar, o propaganda pubblica, un modo per rendere visibile la propria fede e rivendicare lo spazio urbano come un "terreno coranico". Tuttavia, la sezione locale del Majelis Ulama Indonesia (MUI), il più alto consiglio degli studiosi islamici del paese, ha emesso una sentenza formale, o fatwa, contro la pratica. Il consiglio sosteneva che leggere il libro sacro su strade sporche e rumorose lo esponeva alla mancanza di rispetto e all'impurità rituale, rendendo l'atto sconsigliato o addirittura proibito. Credevano che la sacralità delle scritture richiedesse un ambiente pulito e controllato, separato dal caos del traffico e dei gas di scarico.

Invece di fermare il movimento, la sentenza ha scatenato un incendio. La gente per strada non si è conformata; ha reagito. Hanno sostenuto che il consiglio fosse fuori dal mondo e lo hanno persino accusato di essere anti-islamico. Il conflitto è degenerato in una battaglia per la legittimità, in cui l'autorità religiosa tradizionale degli studiosi è stata sfidata dalla massa e dalla presenza visibile delle persone sul campo. I ricercatori della State Islamic University of Sultan Maulana Hasanuddin di Banten si sono posti l'obiettivo di capire esattamente come sia accaduto. Hanno condotto un'analisi approfondita del caso di Banten, intervistando otto figure chiave che andavano dagli anziani studiosi ai giovani attivisti, e hanno anche esaminato pratiche simili nelle strade di altre città come Gorontalo e Batam per vedere come si confrontassero. Il loro obiettivo era mappare la meccanica di questo scontro: come un gruppo di persone potesse usare i propri corpi e le proprie voci per scavalcare un parere legale formale emesso dalla massima autorità religiosa.

Ciò che i ricercatori hanno scoperto è che le recitazioni in strada non erano eventi casuali o spontanei. Erano eventi altamente organizzati. Gruppi di donne e uomini, spesso provenienti da cerchi di studio religioso locali, si disponevano in file ordinate e uniformi lungo i marciapiedi. Indossavano abiti coordinati e recitavano all'unisono. Questo non era solo culto; era una performance progettata per trasformare un marciapiede secolare in un territorio sacro. I ricercatori descrivono questo come un processo "somatico", intendendo che il corpo umano stesso diventa lo strumento per cambiare il significato di un luogo. Quando centinaia di corpi disciplinati siedono insieme sull'asfalto, non stanno solo chiedendo il permesso di usare lo spazio; stanno effettivamente dichiarando che lo spazio appartiene a loro per quel momento. L'impatto visivo di queste file di persone, catturate in foto e video che si sono diffusi rapidamente sui social media, ha creato un nuovo tipo di potere. Era un potere basato sulla visibilità e sui numeri, piuttosto che sulle tradizionali credenziali o sui testi legali.

Lo studio ha identificato due modi opposti di pensare lo spazio che erano in guerra tra loro. Da un lato c'era quello che i ricercatori chiamano "Purismo Spaziale Istituzionale". Questa è la logica del consiglio religioso e dei pianificatori urbani. Vede la città come un insieme di zone distinte: il sacro appartiene alla moschea, e il profano appartiene alla strada. In questa visione, la strada è un luogo per il traffico e il commercio, e portare libri sacri lì è un errore che degrada l'oggetto sacro. Dall'altro lato c'era il "Populismo Spaziale Performativo". Questa è la logzione del movimento di strada. Sostiene che lo spazio non sia fisso; è reso sacro dalle persone che lo occupano. Se un grande gruppo di fedeli si riunisce per pregare, il terreno sotto di loro diventa sacro, indipendentmente da ciò che dice la mappa. Questa logica si basa sul corpo e sulla folla, non su un libro di regole scritto.

I ricercatori hanno scoperto che quando queste due logiche si scontravano, l'autorità tradizionale del consiglio religioso veniva indebolita, non rafforzata. Ciò avveniva attraverso un ciclo che chiamano "Ciclo di Spostamento dell'Autorità". Primo, il movimento metteva in scena un atto pubblico che otteneva un'enorme attenzione. Secondo, il consiglio religioso emetteva una sentenza per fermarlo. Terzo, il movimento rifiutava la sentenza, dipingendo il consiglio come il nemico del popolo. Quarto, i social media amplificavano questo rifiuto, facendo apparire il movimento più legittimo del consiglio. Infine, la capacità del consiglio di controllare il comportamento futuro veniva diminuita perché il pubblico aveva visto che la sentenza poteva essere sfidata. Le parole del consiglio, che un tempo erano l'ultima parola, erano ora solo una voce in una folla rumorosa. Lo studio suggerisce che in questo nuovo ambiente, l'autorità religiosa viene conquistata sempre più da chi riesce a riempire le strade e a catturare l'immaginazione del pubblico, piuttosto che da chi detiene i titoli tradizionali.

Tuttavia, la storia non è la stessa ovunque. I ricercatori hanno confrontato il conflitto in Banten con una pratica simile nella città di Gorontalo, dove la predicazione in strada avviene dal 1989 senza causare grandi divisioni. A Gorontalo, la pratica era vista come un modo per unire i vicini e risolvere le tensioni locali, e non c'era un'autorità religiosa concorrente che cercava di fermarla. Questo contrasto ha dimostrato che il conflitto in Banten non era causato dall'atto di pregare in strada in sé, ma dalla presenza di un panorama religioso frammentato dove diversi gruppi lottavano per il controllo. Quando non c'è una battaglia per l'autorità, la strada può essere un luogo di unità. Quando c'è una battaglia, la strada diventa un campo di battaglia.

In definitiva, questa ricerca rivela che il ritorno della religione alla vita pubblica in Indonesia sta avvenendo in un modo diverso da come molti esperti si aspettavano. Non è un dibattito calmo e ragionato in una piazza pubblica. È un'occupazione fisica dello spazio, guidata dal potere della folla e dalla velocità dei media digitali. I risultati mostrano che, in una democrazia competitiva, la capacità di definire ciò che è sacro non è detenuta esclusivamente dagli studiosi nei loro uffici. È detenuta anche dalle persone che possono radunarsi, vestirsi in modo simile e sedersi insieme sul marciapiede, trasformando un pezzo di cemento in una dichiarazione di fede che le autorità non possono facilmente ignorare. La strada è diventata un luogo in cui la definizione stessa della verità religiosa viene riscritta, una fila di corpi alla volta.

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