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Gig Work and Labour Market Informality in India: Evidence from the Periodic Labour Force Survey, 2017–2024

Analizzando sette round della Periodic Labour Force Survey dell'India (2017–2024), questo studio rileva che il lavoro gig mediato dalle piattaforme rappresenta una continuazione del preesistente lavoro informale piuttosto che un nuovo fenomeno trasformativo, caratterizzato da una crescita non monotona modesta, un declino del gradiente educativo e un divario di genere guidato in gran parte da differenze di classificazione riguardanti il lavoro familiare non retribuito.

Autori originali: Mohamed-Ayaan Gubitra, Shehzan Pervez Workingboxwalla, Tuba Gubitra

Pubblicato 2026-08-06
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Autori originali: Mohamed-Ayaan Gubitra, Shehzan Pervez Workingboxwalla, Tuba Gubitra

Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo

Immaginate il mondo del lavoro come un enorme e frenetico mercato. Per decenni, gli economisti hanno osservato un angolo specifico di questo mercato chiamato "economia informale". Pensatelo come al lato della strada dove la gente vende artigianato fatto a mano, svolge lavoretti occasionali in contanti o gestisce piccoli banchi familiari senza contratti ufficiali, tasse o reti di sicurezza. È una parte massiccia della vita in molti paesi, inclusa l'India, dove milioni di persone hanno sempre lavorato in questo modo. Recentemente, una nuova parola d'ordine è esplosa sulla scena: la "gig economy" (l'economia dei lavoretti). Questo suona come una rivoluzione tecnologica, dove le app sugli smartphone collegano i lavoratori ai clienti per compiti rapidi come consegnare cibo o guidare per corse. La grande domanda che tutti si pongono è: questo nuovo lavoro basato sulle app è un mondo magico e completamente nuovo, totalmente diverso dal vecchio e disordinato mercato informale? O è solo il vecchio lavoro informale, che indossa solo un nuovo, lucido costume digitale?

Questo documento approfondisce quella questione utilizzando una quantità massiccia di dati provenienti dall'India. I ricercatori hanno agito come detective, setacciando sette anni di indagini ufficiali del governo (dal 2017 al 2024) che coprono oltre un milione di lavoratori. Volevano vedere se i lavoratori della "gig economy" apparivano diversi dai lavoratori "informali" in termini di chi sono, dove vivono e come il loro lavoro è cambiato nel tempo. Se la gig economy fosse una vera rivoluzione, si aspettavano di vedere un'esplosione rapida nei numeri, un mix di persone altamente istruite e non istruite, e molte donne che vi si imbarcano grazie alla flessibilità offerta dalle app. Inveve, hanno trovato qualcosa di molto più sorprendente: i lavoratori della "gig" nei dati sembrano quasi identici ai lavoratori informali del passato. Lo studio suggerisce che, per la stragrande maggioranza delle persone in India, la "gig economy" non è una nuova trasformazione; è solo la vecchia economia informale che continua sotto un nuovo nome, con gli stessi schemi di chi viene assunto e di chi viene lasciato indietro.

La Grande Storia del Detective: La Gig Economy è un Nuovo Mondo o un Vecchio Fantasma?

Gli autori di questo documento sono partiti da una storia molto eccitante che molti stavano raccontando. La storia diceva così: "Le app stanno cambiando tutto! Milioni di persone si stanno unendo alla gig economy, sta crescendo velocemente e sta aiutando donne e giovani a trovare lavori flessibili che prima non esistevano". Chiamarono questo fenomeno la "trasformazione guidata dalle piattaforme".

Per testare se questa storia fosse vera, i ricercatori hanno esaminato il "Periodic Labour Force Survey" (PLFS). Immaginate questa indagine come un gigantesco censimento nazionale che chiede a milioni di persone: "Cosa stai facendo per lavoro in questo momento?". La parte complicata è che l'indagine non ha una casella specifica che dice "Sono un lavoratore della gig economy" o "Lavoro per un'app". Quindi, i ricercatori hanno dovuto fare i detective. Hanno costruito una definizione di "lavoratore della gig economy" guardando altre caselle che le persone spuntavano, come "lavoratore autonomo", "lavoro a giornata" o "lavoratore con attività propria". Hanno ragionato sul fatto che, se lavori per te stesso senza un capo, venendo pagato per ogni compito, rientri nella struttura del lavoro della gig economy, anche se non stai usando un'app.

Hanno poi eseguito una serie di test per vedere se i lavoratori della "gig" corrispondessero alla storia del "nuovo mondo" o alla realtà del "vecchio mondo". Ecco cosa hanno scoperto:

1. Il Mito della Crescita: I numeri sono esplosi?
La prima cosa che tutti si aspettavano era una crescita massiccia e costante nel numero di lavoratori della gig economy man mano che le app prendevano il controllo del paese. I ricercatori pensavano: "Se le app si stanno espandendo, i numeri dovrebbero salire, salire, salire!".
Ma i dati raccontavano una storia diversa. Dal 2017 al 2024, la percentuale di lavoratori in questa categoria "gig" è in realtà diminuita da circa il 61% al 55%.
Ora, potreste pensare: "Forse le app sono cresciute solo nell'ultimo anno?". I ricercatori hanno controllato ogni singolo anno. Hanno scoperto che, sebbene ci siano stati piccoli picchi e cali (come un piccolo aumento nel 2020 durante la pandemia), non c'è stata una crescita costante e massiccia. L' "esplosione" di cui tutti parlavano semplicemente non c'era nei dati nazionali. I numeri stavano in realtà diminuendo leggermente, non crescendo.

2. Il Puzzle dell'Istruzione: Le persone istruite si stanno unendo?
La storia del "nuovo mondo" suggeriva che la gig economy avrebbe avuto una forma a U. Da un lato, avreste avuto persone senza istruzione che non riuscivano a trovare lavori formali. Dall'altro lato, avreste avuto persone altamente istruite (come i laureati) che usano le app per lavori freelance ad alta specializzazione. Il centro sarebbe stato vuoto.
I dati hanno mostrato una linea retta, non una forma a U. Più l'istruzione di una persona era elevata, meno probabile era che fosse in questa categoria "gig".

  • Le persone senza istruzione erano le più propense a essere lavoratori della gig economy (circa 32 punti percentuali in più rispetto ai laureati).
  • Le persone con un diploma di scuola superiore erano meno propense.
  • I laureati erano i meno propensi.
    Questo suggerisce che, per la maggior parte delle persone, il lavoro della gig economy non è una scelta tecnologica e "cool" per i più istruiti; è un ripiego per chi non riesce a trovare lavori regolari e formali. La folla dei "freelance di piattaforma ad alta specializzazione" è così piccola nei dati nazionali da non cambiare il quadro generale.

3. Il Mistero dell'Età: È un gioco per giovani?
La storia sosteneva anche che il lavoro della gig sia un "lavoro d'ingresso" per i giovani che si sposteranno poi verso carriere più stabili e migliori. Ci si aspetterebbe che i numeri siano alti per i ventenni e che scendano man mano che le persone invecchiano.
Quando i ricercatori hanno guardato i numeri grezzi, hanno visto l'opposto: le persone più anziane erano più propense a essere lavoratori della gig economy. Ma quando hanno controllato altri fattori (come l'istruzione e dove vivono), hanno trovato un modello diverso: una "U invertita". Ciò significa che, a parità di altre condizioni, la probabilità di lavorare nella gig economy aumenta con l'età, raggiunge il picco intorno ai 54 anni e poi scende.
Questo è l'opposto di un "punto di ingresso giovanile". Sembra più una rete di sicurezza in cui le persone cadono man mano che invecchiano e faticano a trovare un lavoro formale stabile, piuttosto che un primo passo entusiasmante per gli adolescenti.

4. Il Divario di Genere: La Grande Sorpresa
È qui che il documento diventa davvero interessante. La storia del "nuovo mondo" suggeriva che le app sarebbero state ottime per le donne perché offrono orari flessibili per bilanciare lavoro e casa. I ricercatori si aspettavano di vedere le donne unirsi alla gig economy in numeri enormi.
Inveve, hanno scoperto che le donne avevano una probabilità inferiore di 21,6 punti percentuali rispetto agli uomini di essere classificate come lavoratrici della gig economy. È un divario enorme!
Ma poi, hanno scavato più a fondo. Quando hanno cambiato la loro definizione includendo gli "aiutanti familiari non retribuiti" (persone che lavorano in un'attività familiare senza stipendio), il divario è quasi svanito, scendendo a meno dell'1%.
Gli autori suggeriscono che questo non è dovuto al fatto che le donne non lavorino; è dovuto al modo in cui il governo le conta. In India, le donne che lavorano nelle imprese familiari sono spesso ufficialmente etichettate come "aiutanti non retribuiti" invece che come "lavoratori autonomi". Poiché la definizione di "lavoratore della gig" dei ricercatori non includeva gli "aiutanti non retribuiti", le donne sono scomparse dalle statistiche. Si scopre che le donne "mancanti" non erano affatto scomparse; erano solo etichettate diversamente. Questo è un enorme indizio che il modo in cui contiamo il lavoro potrebbe nascondere la realtà di ciò che le donne fanno.

Il Verdetto Finale: Vecchio Lavoro, Nuovo Nome?

Quindi, qual è la grande conclusione? Il documento sostiene che la "gig economy" in India, come visto in questo enorme set di dati, non è una nuova rivoluzione tecnologica che sta sostituendo i vecchi modi di lavorare. Inveve, sembra essere Informalità Platformizzata.

Pensatelo in questo modo: Immaginate un venditore ambulante che vende mango. Per anni, li ha venduti da un carretto. Poi, qualcuno mette un adesivo sul carretto che dice "Pronto per l'App" e gli dà uno smartphone. Sta ancora vendendo mango da un carretto, sta ancora trattando con gli stessi clienti e sta ancora guadagnando lo stesso tipo di reddito instabile. La "gig economy" in India assomiglia a quell'adesivo. È lo stesso lavoro informale che abbiamo sempre avuto, solo con un'etichetta nuova.

I ricercatori sono molto attenti a dire che non hanno dimostrato che nessuna app stia cambiando le cose. Hanno solo scoperto che, nel quadro generale di un milione di lavoratori, i lavoratori della "gig" somigliano esattamente ai lavoratori "informali" del passato. Sono meno istruiti, più propensi a vivere in aree rurali e i numeri non stanno esplodendo. La storia della "trasformazione" è un po' un mito se si guardano i dati reali.

Il documento evidenzia anche un problema importante su come contiamo il lavoro delle donne. Il fatto che il divario di genere scompaia quando si includono gli "aiutanti familiari non retribuiti" suggerisce che le statistiche ufficiali potrebbero sottostimare il lavoro svolto dalle donne, facendo sembrare che non facciano parte dell'economia quando in realtà ne fanno parte.

In breve, la "gig economy" in India non è un nuovo e lucente futuro che è arrivato; è principalmente il passato familiare e informale, che indossa solo una maschera digitale. I dati suggeriscono che finché non vedremo un vero cambiamento in chi lavora e in come viene contato, l'etichetta "gig" è solo un nuovo nome per una vecchia realtà.

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