Maturity of the patient registration system and factors associated with ICD-10 adoption in Côte d’Ivoire: a national analysis of the 2023 HHFA survey
Un'analisi nazionale del 2023 condotta su 1.113 strutture sanitarie in Costa d'Avorio rivela che i sistemi di registrazione dei pazienti sono ampiamente immaturi e l'adozione dell'ICD-10 è limitata al 15,6% delle strutture, con un utilizzo significativamente più elevato nelle strutture di livello secondario e in quelle dotate di computer connessi a Internet, evidenziando un urgente bisogno di formazione mirata sulla codifica clinica e di sviluppo delle infrastrutture.
Articolo originale sotto licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/). Questa è una spiegazione generata dall'IA dell'articolo qui sotto. Non è stata scritta né approvata dagli autori. Per precisione tecnica, consulta l'articolo originale. Leggi il disclaimer completo
Ogni volta che una persona visita un medico, viene redatto un record. In un sistema sanitario che funziona bene, questi record non sono solo note su un pezzo di carta; sono la materia prima per comprendere la salute di una nazione. Quando un medico scrive una diagnosi, quell'informazione deve essere tradotta in un linguaggio universale affinché le statistiche possano essere conteggiate, confrontate e utilizzate per pianificare l'assistenza futura. Questo linguaggio universale è noto come Classificazione Internazionale delle Malattie, un sistema che permette a un ospedale in un paese di parlare lo stesso linguaggio statistico di un ospedale in un altro. Senza questa standardizzazione, è impossibile sapere quali malattie stanno uccidendo le persone, dove si stanno diffondendo o come allocare le risorse in modo efficace. In molte parti del mondo, tuttavia, il ponte tra il paziente seduto nella stanza dell'ambulatorio e il pianificatore sanitario nazionale rimane fragile, affidandosi spesso a registri cartacei difficili da consultare, difficili da condividere e raramente aggiornati con gli ultimi standard di codifica.
In Costa d'Avorio, i ricercatori si sono recentemente dati da fare per vedere quanto bene questo sistema stesse funzionando in tutto il paese. Volevano sapere due cose specifiche: quanto fosse maturo il sistema per la registrazione delle visite dei pazienti e quanti presidi stessero effettivamente utilizzando i codici standard delle malattie per descrivere ciò che affliggeva i loro pazienti. Per trovare le risposte, non hanno guardato a una singola città o a un singolo ospedale. Al contrario, hanno analizzato i dati di un massiccio sondaggio nazionale che ha visitato più di 1.100 strutture sanitarie, dai piccoli ambulatori rurali ai grandi ospedali universitari. Questo sondaggio, condotto nel 2023, ha fornito un'immagine completa e rara del panorama dell'informazione sanitaria del paese, rivelando un sistema profondamente disomogeneo e in difficoltà nel passaggio dalla carta al digitale.
I ricercatori hanno scoperto che la base del sistema — il processo di registrazione del paziente — è ancora nelle sue primissime fasi di sviluppo. Hanno creato un punteggio semplice per misurare quanto bene le strutture gestissero i propri record, osservando elementi come se avessero un ID univoco per ogni paziente, se utilizzassero file individuali e se avessero computer per archiviare i dati. In tutto il paese, il punteggio medio era inferiore a un punto su un massimo di cinque. Questo basso punteggio racconta una storia chiara: la maggior parte dei centri sanitari si affida ancora alla carta. Solo una minuscola frazione di strutture, circa il 3,6%, aveva iniziato a utilizzare un registro informatizzato per le visite ambulatoriali. Inoltre, meno di un presidio su dieci disponeva di un sistema per assegnare a ogni paziente un identificatore univoco, che è il primo passo per tracciare la storia clinica di una persona nel tempo. La situazione era leggermente migliore negli ospedali più grandi, ma anche lì i sistemi erano tutt'altro che perfetti.
Quando il team ha esaminato l'uso dei codici standard delle malattie, il quadro era altrettanto cupo. Solo circa il 15,6% di tutte le strutture sanitarie intervistate ha riferito di utilizzare il sistema di codifica internazionale per classificare le diagnosi. Ciò significa che per la stragrande maggioranza dei pazienti assistiti nel paese, le loro specifiche condizioni mediche non vengono tradotte nel linguaggio universale necessario per le statistiche nazionali. Il divario era ancora più ampio per quanto riguarda la registrazione delle cause di morte. Tra gli ospedali che avevano registrato almeno un decesso nell'anno precedente, solo circa il 13% utilizzava effettivamente i codoli standard per determinare e registrare la causa del decesso. Senza questi dati, il paese non può costruire un quadro accurato del perché le persone muoiano, il che rende incredibilmente difficile combattere le malattie prevenibili o pianificare il futuro.
Lo studio ha anche indagato il motivo per cui alcuni luoghi stavano andando meglio di altri. Il fattore più potente era semplicemente la dimensione e il livello della struttura. Gli ospedali che facevano parte dei livelli di assistenza secondaria o terziaria — ovvero i grandi ospedali regionali e i centri universitari — erano molto più propensi a utilizzare il sistema di codifica rispetto ai piccoli ambulatori di assistenza primaria. Un ospedale di livello secondario era quasi cinque volte più propenso a usare i codici rispetto a una clinica primaria, e un ospedale di livello terziario lo era ancora di più. Ciò suggerisce che la capacità di utilizzare questi sistemi complessi dipende fortemente dal possedere più medici, più risorse e più personale specializzato. Interessante è il fatto che la proprietà dell'ospedale non importasse. Gli ospedali pubblici, le cliniche private e le strutture religiose si comportavano in modo simile; la proprietà non era il fattore decisivo. Al contrario, la chiave era avere gli strumenti giusti. Le strutture che disponevano sia di un computer funzionante che di una connessione internet erano significativamente più propense a utilizzare il sistema di codifica, dimostrando che l'infrastruttura digitale è un abilitatore critico per i moderni dati sanitari.
Le conclusioni suggeriscono che la strada da seguire richiede un approccio mirato. Poiché il sistema è così debole al livello primario, dove la maggior parte delle persone cerca per la prima volta assistenza, c'è un urgente bisogno di formare il personale sull'uso di questi strumenti di codifica. I ricercatori hanno osservato che avere un computer non è sufficiente; le persone che li utilizzano devono sapere come tradurre una diagnosi in un codice. Hanno inoltre sottolineato che l'attuale basso livello di adozione pone una sfida per il futuro, poiché il mondo si sta preparando a passare a una nuova versione del sistema di classificazione delle malattie. Se i paesi non riescono a padroneggiare la versione attuale, passare alla successiva sarà ancora più difficile. Lo studio conclude che rafforzare il sistema informativo sanitario in Costa d'Avorio richiederà un investimento mirato in formazione e strumenti digitali, in particolare per le piccole cliniche che servono la maggior parte della popolazione, per garantire che la storia di ogni paziente sia registrata in un modo che possa aiutare l'intera nazione.
Sommerso dagli articoli nel tuo campo?
Ricevi digest giornalieri degli articoli più recenti corrispondenti alle tue parole chiave di ricerca — con riassunti tecnici, nella tua lingua.